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 7 Giugno 2019 -  4 Sivan 5779


Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri di rav Alberto Sermoneta, Gadi Luzzatto Voghera, Anna Segre, Francesco Moises Bassano.
 
 
UE, governo italiano ai margini
Quale voce e rappresentanza troveranno le forze politiche al governo in Italia nel futuro Parlamento europeo? Il Corriere fotografa una situazione di significativa marginalità. “La Lega con i suoi 28 eletti ostenta sicurezza – si legge – ma l’alleanza sovranista di estrema destra lanciata dal vicepremier Matteo Salvini l’8 aprile scorso, sotto l’insegna dell’Europa delle nazioni e della libertà (Enf), non è riuscita ad allargare il fronte quanto avrebbe voluto”. Non ha convinto ad esempio il Pis del leader polacco Jaroslaw Kaczynski, “che per evidenti motivi storici non può condividere le posizioni filorusse di Salvini e dei suoi alleati”. La Lega, viene ricordato, “non è riuscita nemmeno a strappare Fidesz, il partito del premier ungherese Viktor Orbán, dall’abbraccio del Ppe, che ha sospeso la formazione magiara prima delle elezioni”. Anche il leader del Brexit Party, Nigel Farage, dopo un iniziale avvicinamento, “si è tirato indietro”. Più critica la situazione del Movimento: “L’Efdd (Europa della libertà e della democrazia diretta) di cui ha fatto parte nella legislatura che si è chiusa ha perso gli esponenti francesi, polacchi e lituani oltre ai britannici di Farage”. I tentativi di alleanze prima delle elezioni non si sono concretizzati e ora, prosegue il Corriere, “il MSS sta valutando i gruppi in cui non ci sono già italiani e con affinità politiche”.

L'incontro Trump-Macron. “La nostra preziosa alleanza, forgiata nel fuoco della battaglia e confermata nelle benedizioni della pace, è indistruttibile”. Parola di Donald Trump, ieri in Normandia per i 75 anni dal D-Day. Positivo riscontro, racconta La Stampa, dal vertice bilaterale con il presidente francese Macron seguito alle celebrazioni. “C’è convergenza sull’Iran, perché entrambi lo vogliono senza armi nucleari, mentre di dazi si parla solo per la Cina, rimandandoli a dopo il G20 di fine giugno”.

Altaforte contro il Salone. Dopo averlo annunciato nelle ore immediatamente successive all’esclusione, nella giornata di ieri la casa editrice Altaforte ha fatto sapere di aver dato mandato al suo legale di procedere nei confronti del Salone del libro di Torino. Alla scelta di lasciar fuori la casa editrice del CasaPound, ricorda il Corriere, “si era arrivati a poche ore dall’apertura della kermesse, su richiesta della Città di Torino e della Regione Piemonte, soci fondatori del Salone”. Decisive le parole della Testimone della Shoah Halina Birenbaum, ospite d'onore della prima giornata.

Roma ebraica verso le elezioni. Sulle pagine romane di alcuni quotidiani si annunciano le prossime elezioni comunitarie in programma il 16 giugno. Scrive tra gli altri Il Messaggero: “Rispetto a quattro anni fa, in queste consultazioni ci sono in campo due liste in più: cosa che renderà piuttosto difficile raggiungere il 45 per cento delle preferenze, e dunque la maggioranza dei 27 consiglieri”.

“Un crocifisso in ogni stanza dell’ospedale”. È quanto ha disposto per l’ospedale di Chivasso il direttore del presidio su input del direttore generale dell’Asl To4. “Crocifissi in ogni stanza, posizionati in un ospedale nuovo che non li aveva ancora visti prima. Un’iniziativa – sottolinea La Stampa – che ha immediatamente sollevato polemiche a non finire”. Nell’iniziativa i contestatori della misura, spiega il quotidiano torinese, vedono “una mossa per ingraziarsi il nuovo governo regionale a trazione leghista” ricordando “l’ampio uso di simboli religiosi fatto da Matteo Salvini negli ultimi tempi”.

Un ministro gay per Israele. Sul Giornale si parla di Amir Ohana, il nuovo ministro della Giustizia israeliano. “Ha 41 anni, una piccola barba, una faccia molto simpatica, e ha dedicato il suo nuovo incarico ‘all’amore della sua vita Alon Haddad’ e ai loro due bellissimi gemelli Ella e David avuti da una madre surrogata americana. ll neo ministro della Giustizia dello Stato d’Israele Amir Ohana – viene spiegato – è il primo apertamente gay”.

Cannabis medica, la nuova vita dei generali. Il Fatto Quotidiano racconta invece la nuova vita dell’ex generale ed ex premier Ehud Barak, dell’ex comandante dell’Aviazione Ido Nehushtan e di Yaakov Peri, ex capo dello Shin Bet, lo spionaggio interno israeliano, oggi alla guida “delle tre principali aziende che trattano e commercializzano cannabis medica”. Il quotidiano titola: “Ora i generali preferiscono le canne ai cannoni”.

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