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29 Agosto 2019 - 28 Av 5779

alef/tav
Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri di Giorgio Berruto, Stefano Jesurum, Maria Teresa Milano, Sara Valentina Di Palma e Valentino Baldacci.
 

 
Oggi l'incarico a Conte
Questa mattina Giuseppe Conte salirà al Quirinale, per ricevere dal Presidente Mattarella l’incarico a formare un nuovo governo fondato sull’accordo PD-Cinque Stelle. Un assetto che resta però in larga parte da definire, sia sul piano del programma che dei nomi che comporranno la squadra.
“La parola d’ordine che si sta faticosamente abbozzando – scrive Massimo Franco sul Corriere – è quella di un governo inclusivo e duraturo, guidato di nuovo da Giuseppe Conte che oggi riceverà l’incarico. Operazione non scontata fino all’ultimo, e che avrà bisogno di altri giorni per perfezionarsi. E non solo perché Movimento Cinque Stelle e Pd siedono su un deposito di barili tossici accumulati nel passato e ancora da smaltire: un retaggio di polemiche e odi che possono avvelenare i loro rapporti qualora le cose andassero male”.
“È una bella lezione per la politica degli spacconi, dei ganassa e dei folgoranti successi seguiti da rapide morti. Nell’Italia che dopo Renzi sta castigando i bulli Salvini e Di Maio ha vinto l’alter ego, l’ectoplasma, il politico per procura, il quasi premier, il quasi leader, il professore con un quasi curriculum. E ha vinto – sottolinea Francesco Merlo su Repubblica – perché nessuno lo prendeva sul serio”.
“Il futuro del governo è denso di incognite, e la neonata alleanza giallo-rossa contestata all’interno del Pd e del Movimento. Ma per i novelli sposi – la riflessione di Marcello Sorgi (La Stampa) – non c’è niente di paragonabile, in prospettiva, all’incubo di un passaggio elettorale in cui il Capitano leghista e il centrodestra che ormai gli obbedisce avrebbero vinto a man bassa”.

Il derby del terrore. Due esplosioni nella notte di martedì a Gaza hanno fatto vittime tra uomini della sicurezza palestinese. Un duplice attacco che porterebbe la firma dell’Isis e che rappresenterebbe un messaggio ad Hamas, insediata nella sua leadership del terrore. Scrive al riguardo Il Fatto Quotidiano: “Nonostante la repressione e l’ondata di recenti arresti contro i gruppi salafiti, le cellule filo-Stato Islamico (Isis) e filo-Al Qaeda continuano la loro attività strappando al gruppo islamico, colpevole a loro dire di negoziare con Israele una tregua che strangola gli abitanti della Striscia e lascia insoluti problemi strutturali, l’aura di formazione più ‘pura e islamica’”.

La scelta dell'Honduras. Anche l’Honduras ha deciso di riconoscere Gerusalemme capitale d’Israele, con il presidente Hernandez che domani inaugurerà un ufficio diplomatico del Paese centroamericano. Spiega La Stampa: “È un passo finora compiuto soltanto dagli Stati Uniti di Donald Trump e dal Guatemala. Il Brasile di Jair Bolsonaro ha promesso lo spostamento dell’ambasciata da Tel Aviv, ma finora non ha dato seguito all’annuncio”.

Le note di Israele per MITO. Zubin Mehta e la Israel Philharmonic Orchestra apriranno nei prossimi giorni il Festival MITO. “Una mappa geografica delle emozioni, di mondi che si incontrano, di identità culturali e appartenenze: quest’anno – si legge sul Corriere – il tema di MITO trova il suo zenit carico di simbologie ai concerti inaugurali del 3 e 4 settembre”.

Vince l'israeliano, l'egiziano se ne va. Grave gesto del judoka egiziano Abdelaal, che ai Mondiali di Tokyo ha rifiutato di stringere la mano al suo rivale, l’israeliano Muki, poi vincitore del titolo, che l’aveva appena battuto nella semifinale. La Gazzetta dello sport parla di “incidente diplomatico”.

"Moix era un antisemita". Lo scrittore francese Yann Moix, difensore di Israele e amico di Bernard-Henri Lévy, sarebbe stato in gioventù un convinto antisemita. Ad attaccarlo con alcune rivelazioni, racconta il Corriere, è stato il fratello Alexandre.

L'angelo di Auschwitz. “Una storia divenuta leggenda. Una tra le tante nell’oceano infinito di vite spezzate, chi prima chi dopo, nel gorgo concentrazionario nazista. Una vicenda esemplare, ricostruita con precisione andando a frugare negli archivi e nei testi che in qualche modo ne hanno riportato il destino, spesso travisandolo, ma al fondo raccontando sempre una verità: si può resistere al male”. Così il Corriere presenta l’ultimo lavoro di Frediano Sessi, L’angelo di Auschwitz. Mala Zimetbaum, l’ebrea che sfidò i nazisti, pubblicato da Marsilio
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Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked
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