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4 Settembre 2019 - 4 Elul 5779

alef/tav
Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri del rav Giuseppe Momigliano, Davide Assael, Alberto Cavaglion, Francesco Lucrezi e Francesco Lotoro.

 
Rousseau dice sì, Conte sul Colle
Il responso della piattaforma Rousseau è stato chiaro: per gli iscritti al Movimento l’accordo con il PD s’ha da fare. E così questa mattina Conte salirà al Quirinale per sciogliere la riserva. Nel pomeriggio il giuramento della nuova squadra di governo. La nuova alleanza dovrà poi passare la prova della fiducia in Parlamento.
Sottolinea Repubblica: “Restano da definire le ultime tessere del puzzle, ma è fatta. Tanto è vero che alle 10 il presidente incaricato dovrebbe salire al Colle per sciogliere la riserva e annunciare al capo dello Stato la squadra dei ministri e illustrare il quadro programmatico, che nel frattempo è stato messo a punto. Intorno alle 17 il nuovo governo potrebbe giurare nelle mani di Sergio Mattarella. La fiducia seguirebbe nel fine settimana o al più tardi lunedì e martedì”.
Cosa si diranno Conte e Mattarella stamane? “Il capo dello Stato – si legge sul Corriere – non ha raccomandazioni specifiche da rivolgere a Giuseppe Conte, se non quella, che gli ha ripetuto più volte, di ‘fare il premier e non il notaio di due forze politiche’. Con l’incitazione a lavorare nei limiti dello sforamento di bilancio e di un accordo che escluda l’uscita dall’Europa. Cosa che non sarebbe neppure necessario dire visto che Conte sembra già orientato bene di suo”.
“Ora anche gli impresentabili servono” titola La Stampa, portando l’attenzione su alcune figure del Movimento particolarmente inquietanti. “A fare campagna elettorale alacre per il sì sulla piattaforma Rousseau all’accordo PD-M5S – si racconta – era nientemeno che uno dei nemici più fieri del PD, uno dei sostenitori più cruenti delle politiche migratorie Salvini-Casaleggio-Di Maio, soprattutto uno che posta sui social link ai protocolli dei Savi di Sion, testo cardine dell’antisemitismo novecentesco. Certo, sì, Elio Lannutti. La maggioranza PD-M5S ha bisogno anche del suo voto”.

Macron e l'offerta a Teheran. La Francia ha offerto 15 miliardi di dollari all’Iran perché rispetti in pieno gli accordi sul nucleare del 2015. È questo, scrive La Stampa, il succo di una trattativa che è andata avanti tutta l’estate e che ha visto protagonista Emmanuel Macron. “Il patto – si legge – è arrivato a un passo dall’essere concluso, come hanno fatto trapelare l’Eliseo e la presidenza iraniana dopo il colloquio telefonico fra Macron e Hassan Rohani domenica sera”.

Energia pulita dal Negev. La Stampa, in Tuttoscienze, mette nuovamente al centro la capacità di Israele di valorizzare le proprie risorse. In questo caso il focus è sulla rete costituita da mezzo milione di specchi parabolici disseminati nel deserto. “Chi l’avrebbe detto che per trovare refrigerio nella lunga estate di Tel Aviv sarebbe stato necessario il calore del deserto? Sembra un paradosso – viene spiegato – ma chi accende l’aria condizionata nelle città israeliane sfrutta energia pulita prodotta nel Negev”.

"We are Israa". Un centinaio di manifestanti ha sfilato ieri nelle vie di Ramallah al motto “We are Israa”. Il corteo, riferisce Repubblica, ha chiesto giustizia per Israa Ghrayeb, una 21enne uccisa dalla famiglia “per difendere il proprio onore”, dopo che la ragazza aveva pubblicato sui social un selfie insieme al suo ragazzo il giorno prima del fidanzamento ufficiale.

"Razzismo nel calcio, si intervenga". Lilian Thuram, da tempo impegnato contro il razzismo nel calcio, interviene sugli ultimi episodi in Serie A. “C’è tanta gente che parla, sottolinea la necessità di cambiare e poi non fa niente. E per me chi non fa niente, vuol dire che è d’accordo con quelli che fanno ‘buu’. Qualcuno si arrabbierà per le mie parole, ma la penso così. Se ti dà fastidio una cosa, fai di tutto per cambiarla” afferma in una intervista con il Corriere dello Sport.

La storia (non insegnata) in classe. Il presidente della Comunità ebraica di Bologna Daniele De Paz ospite ieri della Festa dell’Unità, in un dibattito che ha avuto come tema la Memoria, l’antifascismo e il ruolo della Costituzione repubblicana. Come riferisce Il Resto del Carlino, De Paz ha puntato il dito su “il mancato insegnamento nelle scuole della storia contemporanea”.

Adam Smulevich twitter
@asmulevichmoked
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