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22 Marzo 2020 - 26 Adar 5780

alef/tav
Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri di David Bidussa e di Claudio Vercelli.
 
 
Governo, nuova stretta
Nuova stretta del governo, con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte che ieri sera (al termine di una giornata caratterizzata dal bilancio più drammatico dall’inizio della pandemia) ha annunciato: “Al di fuori delle attività ritenute essenziali consentiremo solo lo svolgimento di lavoro in modalità smart working e consentiremo solo le attività produttive ritenute comunque rilevanti per la produzione nazionale”.
“Uffici e aziende, nuove chiusure” titola in prima pagina il Corriere. “Italia sbarrata”, scrive Repubblica. “La scelta di Conte: fermiamo l’Italia”, propone La Stampa.
Con l’avanzare dell’emergenza sanitaria tornano intanto di gran moda i complottismi. Come ben spiega Michele Serra nella sua Amaca su Repubblica: “Sono stati ‘loro’, dice il gracchio. Forse, chissà, i cinesi per distruggere gli americani. O gli americani per distruggere i cinesi. Anzi gli ebrei, la grande finanza. No, le dieci famiglie (dodici? venti?) che dominano il Pianeta. È Big Pharma che vuole speculare sui vaccini. È l’Inps ché vuole risparmiare sulle pensioni… Io non lo so, chi è stato. Sospetto che sia stata la natura, che spesso somministra morte e altrettanto spesso, per fortuna, genera vita”. Di grande attualità allora la lettura del saggio Storia notturna di Carlo Ginzburg, uscito nel 2017. Un libro in cui si parla della costante ricerca di capri espiatori, tra Medioevo e Seicento, per ogni sciagura che colpisse la società e che non trovasse spiegazione A consigliarlo è il Corriere, nelle pagine della Cultura.
Come già negli scorsi giorni, sui giornali si guarda anche a Israele (dove un team sta lavorando per ottenere un vaccino e dove ieri c’è stata la prima vittima da Coronavirus, un 88enne di origine ungherese sopravvissuto alle persecuzioni antiebraiche). Nelle pagine interne, La Stampa segnala una intervista dello storico israeliano Yuval Harari alla rete Mako. “La scienza – dice Harari – è più forte del virus. L’arma fondamentale di cui l’umanità dispone oggi e che non aveva in passato è la conoscenza. La scienza è conoscenza più metodo: questa combinazione fa tutta la differenza, nella guerra contro il coronavirus”.
Repubblica parla del virus e delle possibilità di contagio tra “gli ultimi della terra”, inserendo in questa categoria anche gli abitanti della Striscia di Gaza (definita nell’articolo “la prigione a cielo aperto più grande del mondo”). Il quotidiano riporta un interrogativo di una esperta dell’Interdisciplinary Center di Herzliya, che si chiede: “Come si comporterebbe Israele se decine di migliaia di palestinesi marciassero alla frontiera chiedendo assistenza?”.

“Philip Roth è tornato”. Su Repubblica è tradotto un articolo del New York Times dedicato alla trasposizione televisiva del romanzo Il complotto contro l’America scritta da David Simon e Ed Burns. “I parallelismi, gli echi e le connessioni con cui Roth sembrava anticipare in modo così inquietante il nostro presente – si legge – sono gli elementi che più hanno stuzzicato la fantasia di Simon, che è un maestro del racconto. La sua versione del Complotto contro l’America non fa eccezione”.

Il valore dello Shabbat. Su Avvenire si parla dello Shabbat, definito dall’economista della Lumsa Luigino Bruni “una delle innovazioni religiose e sociali più grandi della storia”. Uno dei concetti che si affermano è il seguente: “Se il cristianesimo ha voluto includere l’Antico Testamento nel suo Libro (e grazie a Dio che lo ha fatto!), allora lo shabbat è parte anche del suo umanesimo”.

Adam Smulevich
twitter @asmulevichmoked
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