ACCADDE DOMANI

Un Presidente per amico

Fra i tanti segni di speranza, in questi tempi che vedono la speranza continuamente minacciata, ci sono anche i nostri errori, la nostra fragilità, le nostre imperfezioni. Tutto quello che ci rende più umani e che ci porta un sorriso.
Il portavoce del Quirinale Giovanni Grasso, un amico, un collega giornalista e un intellettuale italiano di prim’ordine non solo per le sue capacità professionali, ma anche per le sue doti umane, aveva da poco terminato la diretta del video Pilpul con la redazione giornalistica dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, quando si è trovato assieme al presidente della Repubblica Sergio Mattarella in quel momento di familiarità (“Anch’io non posso andare dal barbiere”) che per errore è andato in trasmissione a margine del videomessaggio ufficiale tanto atteso dagli italiani.

Grazie Presidente, e grazie Giovanni, per la simpatia e per l’umanità. I despoti e i fantocci mostrano oggi il loro volto più osceno. I veri grandi fanno risplendere il proprio lato umano.
Così come è avvenuto alla Cancelliera tedesca Angela Merkel. Dopo essersi rivolta alla nazione nel più drammatico messaggio del Dopoguerra, si è presentata con lo stesso abito addosso da sola, il giorno seguente, nel suo abituale supermercato a fare la spesa. Un segno di sciatteria, come si sono affrettati a sostenere i soliti imbecilli? Quello stesso vestito, dello stesso colore della bandiera europea, serviva invece ad affermare: “Sono sempre la stessa persona, quando mi rivolgo alla nazione e quando vado a fare la spesa. E quando vado a fare la spesa, mi metto in fila come gli altri. Guardate tutti il mio carrello, acquisto solo lo stretto indispensabile. E quattro bottiglie di vino italiano”.
 
gv

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AVANZANO LE TRATTATIVE TRA I DUE LEADER 

Netanyahu e Gantz, insieme contro il virus
Israele verso il governo di unità nazionale

“Intese e progressi significativi” sono stati fatti nelle scorse ore tra Benjamin Netanyahu e Benny Gantz per la formazione di un governo di unità nazionale. Ad annunciarlo nella notte i due leader politici con na nota congiunta e dopo otto ore di incontro in cui hanno lavorato per definire il volto del prossimo esecutivo d'Israele. Prendendo in contropiede molti dei suoi elettori, Gantz, leader del quasi defunto partito Kachol Lavan, ha infatti annunciato venerdì scorso di essere pronto a sedere in un governo con l'avversario Netanyahu, spiazzando anche alcuni suoi alleati. Dopo mesi di battaglie politiche – e tre elezioni quasi fotocopia con lo stallo tra i due partiti maggiori, Likud e Kachol Lavan – Israele avrà quindi presto un nuovo governo. L'incarico di Primo ministro vedrà una rotazione tra Netanyahu – il primo ad ottenere l'incarico - e Gantz, che al momento è presidente della Knesset. Quest'ultimo, fortemente criticato dal suo elettorato, ha spiegato la sua decisione attraverso i social network, legandola alla crisi sanitaria del coronavirus (3865 i contagiati in Israele, 14 le persone decedute): “Ci troviamo in tempi fuori dall'ordinario. Israele è in stato di emergenza”, ha scritto Gantz, ricordando che ci sono centinaia di migliaia di famiglie chiuse in casa in quarantena e come il paese debba affrontare una crisi che “minaccia la salute pubblica e l'economia”. 

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DI GENERAZIONE IN GENERAZIONE 

Resilienza ebraica al tempo della quarantena

Resilienza ebraica al tempo della quarantena da Coronavirus: tante le storie che ci arrivano in redazione. Renato Jona invita ad usare bene questo tempo, nel segno di un nuovo rapporto con gli altri, con lo studio, con gli interessi di qualità troppo spesso accantonati. Giovanni Amati ci ricorda come in futuro ciascuno dovrà fare la sua parte per contribuire alla rinascita del Paese (da un punto di vista economico ma anche di salvaguardia dei principi di uguaglianza e fraternità). Dina Hassan Amati racconta il rito tripolino della bsisa, pietanza sefardita dal grande valore simbolico. Un momento di gioia preservato anche in queste settimane di lontananza e distacco.

(Nell’immagine la Bsisa preparata in casa Amati)

Riflessioni “virali”

Il momento che stiamo vivendo, certamente del tutto inaspettato, è molto particolare da un punto di vista sociale ed è anche a suo modo, forse, interessante. Il blocco obbligatorio di tutte le attività produttive (salvo quelle poche concesse) impostoci dalla legislazione d’emergenza con la conseguente grave crisi economica e soprattutto l’ecatombe di persone alla quale assistiamo, ci fa vivere adesso incredibilmente attoniti ed impotenti.
Di fronte ad un nemico sconosciuto, invisibile, rapido nel colpire, insidioso, siamo preoccupati, disorientati, impreparati, non solo da un punto di vista materiale, ma anche psicologico.
Le reazioni delle persone a questa terribile situazione sono tante e danno la sensazione di costituire lo specchio dell’essenza delle persone stesse.
Come conseguenza del necessario, doveroso, isolamento precauzionale, siamo circondati anche dal diffondersi di numerose preoccupanti sindromi depressive. Ma non sempre: in altri casi, le reazioni sono differenti, riflessive, organizzative, oppure alla ricerca di analogie storiche e conseguenti positivi comportamenti, o addirittura, in casi più rari, si notano proposte di “improbabili” rimedi efficaci.

Renato Jona

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L'INIZIATIVA DI SOLIDARIETÀ DEL TEAM ISRAELIANO

Israele, il popolo della bici in pista (virtuale)
per sostenere la scienza

 

Pedalare insieme al tempo dell’emergenza. Pedalare insieme per la solidarietà. La Israel Start Up Nation, la prima squadra professionistica israeliana di ciclismo, ha deciso di dare l’esempio. Attraverso il programma Zwift, simulatore di corse per la realtà virtuale, ha così proposto 90 minuti di allenamento aperto a tutti gli appassionati. In testa alcuni tra gli atleti più significativi del team. A seguire il resto del gruppo. Un’occasione per confrontarsi con sportivi di alto livello, ma soprattutto per contribuire nella lotta al Coronavirus. Il ricavato di questa iniziativa servirà infatti a supportare l’acquisto di mascherine in dotazione al personale medico. È il tema del nostro approfondimento pilpul di questa sera, alle 22.30 sui canali Facebook UCEI e Pagine Ebraiche.

PILPUL - VIVIANA KASAM E LA PIATTAFORMA PER CAPIRE LA CRISI SANITARIA 

Informare al tempo dell’emergenza

“Una bella metafora per i coronavirus è quella di uno sciame di insetti che vola nell’aria alla ricerca di qualcuno da pungere, per alimentarsi e sopravvivere. I virus che non trovano nessuna cellula su cui attecchire, muoiono. Insomma, è una guerra per la sopravvivenza, tra i virus e noi. Una guerra che dobbiamo vincere”.
Di fronte a questa emergenza sanitaria c’è bisogno della voce degli esperti, di analisi di scienziati, di punti di riferimento autorevoli. Per questo la giornalista Viviana Kasam, fondatrice nel 2010 di Brain Circle Italia, ha aperto una piattaforma che ospita contributi di qualità. Un aiuto a far luce nel dilagare di informazioni, dati e spesso anche di fake news.
Di questo progetto Kasam parla nell’ultima puntata di Pilpul, l’approfondimento serale curato dalla redazione giornalistica sui canali social UCEI e Pagine Ebraiche.

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IL VIDEO CONCERTO DEGLI STUDENTI DI UNA SCUOLA D'ARTE ISRAELIANA

L'orchestra che suona da casa

Il giovane pianista si siede e prima di iniziare si disinfetta le mani prendendo il flacone poggiato sul pianoforte. Il direttore d’orchestra è pronto e indossa la sua mascherina. Un altro giovane musicista, ironicamente, indossa una maschera di scena invece della mascherina anticontagio. Inizia così il nuovo video dell’esibizione musicale della Thelma Yellin High School, la scuola superiore d’eccellenza a Givataym che accoglie studenti da tutta Israele per lo studio della musica e delle altre arti.
Si tratta dell’esecuzione per orchestra e coro di Psalms 42 di Felix Mendelssohn, realizzata in modo originale da cento ragazzi fra i 14 e i 17 anni. “Gli alunni avevano preparato il concerto di primavera per più di tre mesi” racconta a Pagine Ebraiche Yishai Steckler, qui in veste di maestro del coro. “Avrebbero dovuto esibirsi questa settimana, ma hanno dovuto smettere di venire a scuola una settimana e mezzo fa a causa del Covid-19. Eravamo tutti molto demoralizzati, perché avevamo lavorato sodo per realizzarlo".

Simone Tedeschi

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LIVELLI DI GUARDIA

Ascoltare tutti, definire le norme

 Mai come oggi la redazione è impegnata nel dare voce alle diverse sensibilità e alle diverse voci che compongono il mosaico dell’ebraismo italiano. Ascoltare le domande e le irrequietudini di tutti è un dovere oggi più che mai.
Il nostro impegno a fianco del lettore, quale siano i suoi orientamenti, resta fermo. Ma proprio per questo mai come oggi è necessario chiarire contemporaneamente chi, soprattutto nell’ambito della definizione della Legge ebraica, porta la responsabilità di definire le risposte che hanno valenza ufficiale. Per evitare ogni dubbio e ogni fraintendimento, per un’esigenza di estrema chiarezza, anche a rischio di essere ripetitivi, la gerenza di questa testata ripete da oggi quotidianamente questo avvertimento:
“Le testate giornalistiche non sono il luogo idoneo per la definizione della Legge ebraica, ma costituiscono uno strumento di conoscenza di diverse problematiche e di diverse sensibilità. L’Assemblea dei rabbini italiani e i suoi singoli componenti sono gli unici titolati a esprimere risoluzioni normative ufficialmente riconosciute”.


Rassegna stampa

"Sostenere chi è in difficoltà"
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Sul punto di crollare
Il ‘900 è stato caratterizzato dal crollo repentino di Stati e imperi che sino a poco tempo prima sembravano in difficoltà, ma che comunque parevano in grado di reggere l’urto di eventi catastrofici.
Nel momento del crollo, ad andare in frantumi sono quelle strutture che sembravano costituire, invece, il punto d’equilibrio del sistema e la garanzia della sua durata. Sarà così anche questa volta?
                                                                          David Bidussa
 
Dieci pensieri corsari
Il primo di è essi è che il volontariato è una risorsa vitale nelle nostre società, essendone parte della trama e dell’ordito, ma non può sostituire in alcun modo la prestazione a retribuzione. A partire dal fatto che il suo ripetersi può invece costituire la facile scorciatoia per non pagare ciò che invece è un’attività lavorativa, derubricandola ad altro, ossia ad atto di “buon cuore”. Una società basata sull’utilitarismo – nessun giudizio di valore in merito – nel momento in cui stende tappeti di retorica al “sacrifico” di certuni rischia di nascondere la sottrazione di valore a carico degli altri.
Claudio Vercelli
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Una nuova consapevolezza
È presto per dirlo. L'obiettivo prioritario nel hic et nunc è di limitare i danni, riscoprendo una solidarietà che dovrebbe unirci tutti. Ma la sfida per il futuro è chiara e si dovrà fare tesoro degli errori e delle buone pratiche messe in atto per fronteggiare un pericolo al quale si era arrivati largamente impreparati. La grande sfida per il futuro è di avere quanto prima dei protocolli condivisi, che siano in grado di affrontare l'eventualità di nuove emergenze sanitarie nei suoi molteplici aspetti: dall'isolamento immediato dei focolai all'uso delle tecnologie di cui disponiamo per tracciare e mappare la diffusione del contagio, dalla capacità di avere per tempo i tamponi e le mascherine, il che comporta un'attitudine nuova rispetto a ciò di cui bisogna poter disporre in tempo reale in caso di necessità
David Meghnagi
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"Prega anche per me"
Ora sappiamo qualcosa di più su questa foto che in pochi giorni è diventata "virale" sui social.
Avraham e Zuheir sono stati "scovati" e intervistati dal canale 12 della TV. Molto interessante.
Avraham è padre di nove e abita a Beer Sheva e Zuheir è padre di sette e abita nella cittadina di beduini Rahat nel Negev.
Lavorano insieme come infermieri del Maghen David Adom, la Croce Rossa israeliana, entrambi religiosi ognuno a modo suo, in un rapporto di profonda amicizia e rispetto reciproco. Raccontano che a volte all'ora della preghiera si dicono "prega anche per me"... e poi uno si rivolge verso Gerusalemme e l'altro verso la Mecca. 
Daniel Haviv, alchimista
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