Padroni del nostro tempo

Avevo sempre pensato di star impiegando il mio tempo a mio piacimento, di poterne fare ciò che volevo. Potevo lavorare, divertirmi, oziare, secondo l’ispirazione dell’attimo. E potevo scegliere che cosa e come. Credevo di essere io il padrone del mio tempo, almeno fino a che mi sarebbe stato dato tempo. Questo mi dava la sensazione che potevo anche, se volevo, rallentare i miei ritmi, che tanto avrei avuto tempo.
Mi sono accorto ora (e non mi sento affatto solo) che il tempo fa di noi quello che vuole. Se lo desidera, si nasconde, sparisce, si assenta, o rallenta a dismisura, fino quasi a fermarsi. Ti rendi così conto che la parola fretta non ha più senso. Nessuno più ha fretta, nessuno ha più dove correre, che cosa irrinunciabilmente fare, chi cogentemente vedere.
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