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 31 Marzo 2020 - 6 Nissan 5780

 


alef/tav
Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri di rav Michael Ascoli, Dario Calimani, Emanuele Calò e David Sorani.
 
 
 
La luce in fondo al tunnel
Quando finirà? È la domanda che ci si pone praticamente ogni giorno. Uno studio dell’Einaudi Institute for Economics and Finance, raccontato oggi sui giornali, prevede contagi zero tra il 5 e il 16 maggio. La prima regione a raggiungere questo risultato sarebbe il Trentino-Alto Adige, l’ultima la Toscana. “La luce in fondo al tunnel adesso inizia a brillare, non ancora vicina ma visibile” scrive tra gli altri il Corriere.
Il governo si appresta intanto ad estendere le misure restrittive, per almeno due settimane. Solo allora saranno fatte nuove valutazioni, col parere decisivo degli esperti. “Tutti in casa fino a Pasqua ma la vera ripartenza sarà dopo il 4 maggio” titola Repubblica, vedendo in quella data (successiva ai temuti ponti festivi) un possibile spartiacque.
Preoccupa intanto la svolta autoritaria in Ungheria, con l’assegnazione a Orban dei pieni poteri da parte del Parlamento. “In nome e col pretesto della lotta al Coronavirus – scrive Repubblica – la democrazia tramonta e viene surgelata virtualmente per sempre”. L’opposizione ungherese ha gridato alla morte della libertà. Un plauso è invece arrivato dai sovranisti italiani, con vivo apprezzamento espresso sia da Salvini che dalla Meloni.
In un altro articolo, sempre su Repubblica, tra i leader tentati da impulsi autocratici è segnalato anche il premier israeliano Netanyahu.

Israele e la lotta al virus. “Da Israele all’India. La guerra al virus passa dal telefonino”: così La Stampa, che ricorda le diverse strategie adottate nel mondo in queste settimane di emergenza sanitaria. La principale novità, si legge di Israele, “viene dall’app creata dal Ministero della salute che chiede ai cittadini l’accesso volontario ai dati di geolocalizzazione, li incrocia con quelli dell’indagine epidemiologica e informa in tempo reale gli utenti che sono a rischio o che costituiscono un rischio per gli altri”. La Stampa, sul proprio sito, torna sulla possibilità che il Migal Galilee Research Institute sia il primo a dotarsi di un vaccino. Ieri, nel corso di una diretta Facebook, il microbiologo capo Chen Katz si è rivolto ai governi e alle autorità sanitarie con queste parole: “Abbiamo bisogno di leader coraggiosi che ci consentano di iniziare la sperimentazione umana il più velocemente possibile”. Di Israele e Coronavirus parla anche Avvenire, con riferimento alle proteste degli Haredim per le misure di contenimento in vigore. Diversi, viene sottolineato, i casi di violazione delle regole registrati negli scorsi giorni.

L'informazione che alimenta il pregiudizio. In un inquietante articolo in cui si invita ad ammainare la bandiera dell’Unione Europea, Libero ne racconta a modo suo la storia. Un passaggio è particolarmente subdolo: “Il laicismo fu sempre tratto tipico, tanto che uno dei progetti grafici contenente la croce fu cassato senza appello dalla commissione giudicatrice, presieduta da un belga di religione ebraica”.

Il Terzo Reich sul piccolo schermo. Nazisti e loro sostenitori sempre più protagonisti delle serie tv. Per Repubblica sono tornati di moda, forse non a caso, “con il crescere delle preoccupazioni planetarie sulle manipolazioni dell’informazione e dei media, parallelamente al successo dei populismi, al crescere dell’ansia contro gli stranieri e al ritorno in forme diverse dell’antisemitismo”.

Adam Smulevich
twitter @asmulevichmoked
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