Se non leggi correttamente questo messaggio, clicca qui      4 Settembre 2020 - 15 Elul 5780
CULTURA, SVAGO E ACCOGLIENZA CON UN NUOVO SITO E UNA APP

Italia ebraica, un viaggio ricco di opportunità

Musei, sinagoghe, mikwa’ot, cimiteri, quartieri, memoriali. Luoghi che segnano gli oltre duemila anni di presenza ebraica in Italia. A raccontarli, a renderli più facilmente fruibili, sono il nuovo sito e la nuova app (clicca qui per il sistema operativo Ios, clicca qui per il sistema Android) "My Jewish Italy" promossi dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Fortemente voluti dall’assessore UCEI alla Kasherut Jacqueline Fellus con la collaborazione della Fondazione Beni Culturali Ebraici in Italia e il sostegno del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, sono l’esito di una mappatura non solo delle testimonianze storiche antiche di secoli e millenni ma anche delle attività casher in funzione oggi in varie città. Dai negozi ai ristoranti, dai catering agli alberghi: sito e app, sviluppati da Frankenstein Srl, guardano al turismo italiano e straniero (ebraico e non, naturalmente) ma anche a tutte quelle aziende di prodotti italiani che intendono affacciarsi su mercati diversi, magari per la prima volta. Una creazione di valore per tutto il sistema economico.
L’occasione per tracciare un primo orizzonte di questo impegno sarà la Giornata Europea della Cultura Ebraica in programma domenica, con il lancio ufficiale della duplice iniziativa.
“Sito e app – spiega Fellus – nascono come risultato di un’esigenza manifestatasi nell’ambito della promozione di K.it,  il marchio di certificazione nazionale sviluppato dall’Unione. Andando all’estero, confrontandomi con ebrei ortodossi di altri Paesi, è emersa infatti una significativa carenza di informazioni. Una carenza che ha finito inevitabilmente per pregiudicare un certo tipo di turismo”. 

Razionalizzare, informare, attrarre: queste alcune delle parole chiave che hanno caratterizzato l’azione del gruppo di lavoro incaricato. Un vero e proprio gioco di squadra, visto che porta il segno della mappatura dei luoghi di maggiore interesse storico e culturale realizzata dalla Fondazione Beni Culturali Ebraici in Italia e la lista di prodotti alimentari kasher disponibili nei supermercati opera dell’Assemblea Rabbinica Italiana in collaborazione con la Commissione Kasherut UCEI. 
“Tra gli obiettivi che ci siamo posti – prosegue Fellus – c’è proprio una più ampia diffusione della lista dell’Ari, che non è solo un documento fondamentale per orientarsi in modo corretto ma anche, potenzialmente, una importante leva di marketing. Lo stesso vale per tutte le Comunità ebraiche distribuite sul territorio, che possono uscirne notevolmente rafforzate. Ci sono molte opportunità da cogliere: per dare lavoro, per costruire professionalità. Anche nel solco di un turismo ebraico interno che può essere senz’altro implementato”. A facilitare la fruibilità anche uno spazio dedicato agli eventi, sia quelli pubblici che interni (in questo caso con modalità d’accesso riservata). 
La presentazione di domenica costituisce l’avvio di una valorizzazione ancora più ampia. “Naturalmente la situazione internazionale è oggi piuttosto complessa e incerta. Non appena gli spostamenti saranno più semplici, faremo di tutto per portare sito e app nei luoghi più sensibili. Dall’Europa all’America: le possibilità – afferma Fellus – non mancheranno”. 
L’obiettivo è anche quello di trovare, attraverso questo nuovo biglietto da visita digitale, possibili sponsor e filantropi. “L’ebraismo italiano ha una storia unica e straordinaria. Eppure, talvolta, questo dall’estero non è colto fino in fondo. Gli spazi di manovra – riflette Fellus – sono ampi”.  
Come sottolinea ancora l’assessore UCEI, si colma con questa iniziativa un vuoto rilevante. “In altri Paesi dispositivi del genere sono già in funzione da tempo. Era arrivato il momento, per l’ebraismo italiano, di un salto di qualità. È un piccolo sogno che si realizza. Ed è bello che questo risultato sia raggiunto nel quadro di una collaborazione tra varie persone ed enti. Dalla Fondazione Beni Culturali Ebraici in Italia alla segreteria UCEI, dallo staff di Frankenstein Srl all’Assemblea Rabbinica Italiana. Un ringraziamento va anche a Marco Salvadori, che meticolosamente tiene aggiornata la lista dei prodotti kasher”. 

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Questioni di cultura giuridica
Giovanni Gasparro, di professione pittore, ha deciso qualche mese fa di realizzare un gigantesco quadro raffigurante l’inesistente martirio di Simonino da Trento e di postarlo su Facebook con la dizione “Martirio di San Simonino per omicidio rituale”. Gli ebrei raffigurati erano (sono) tutti truci figuri che con sguardi malevoli e iniettati d’odio si accaniscono sul corpo dell’innocente fanciullo. Com’è noto si tratta di una delle rappresentazioni classiche dell’antisemitismo, veicolata proprio in quanto antisemita nel corso dei secoli, per dare sostanza all’infame accusa del sangue e dell’omicidio rituale. Molti ebrei nei secoli subirono per queste false accuse processi e torture, e molti fra loro vennero uccisi (ultimo episodio noto, Polonia 1946). È noto che questo tipo di iconografia circola ancora oggi su diversi social ed è utilizzata per fomentare l’odio antisemita. Per questo motivo la Fondazione CDEC aveva denunciato l’autore, in particolare per la diffusione del quadro su internet, per diffamazione e violazione della legge Mancino 205/1993. Ciò in collaborazione con l’Associazione Giuristi Ebrei, per censurare il pittore che aveva deciso di rinverdire con la sua opera l’iconografia legata all’omicidio rituale. Un sostituto procuratore della Repubblica di Milano la pensa diversamente.
 
Gadi Luzzatto Voghera
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Chi nega fa paura
Confesso di essere tra le persone che usano la parola “negazionismo” con troppa leggerezza. Non solo l’ho utilizzata per il Covid anche prima che diventasse un’abitudine generalizzata. In passato ho parlato di “negazionismo della luna” (per indicare chi sostiene che l’allunaggio del 1969 sia stato una messa in scena) o di “negazionismo dell’11 settembre”, un fenomeno inquietante che assume varie forme e che ha attecchito anche tra persone insospettabili. Non so perché l’abuso della parola “negazionismo” non mi dia fastidio come l’abuso di altri termini relativi alla Shoah. Forse perché è una parola più recente; o forse perché in generale non si dà per scontato che si debba usare solo per la Shoah.
Anna Segre
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Conoscere le origini
C'è un antico proverbio popolare, probabilmente di origine ebraica, che suona con le parole: "Dimmi chi sono, non dirmi chi son stato". 
C'è gente che, avendo fatto carriera o essendosi improvvisamente arricchita per aver ereditato o per aver vinto al SuperEnalotto, si vergogna o ha delle remore a ricordare il proprio passato. 
La parashah di questa settimana si apre invece con un argomento che va sotto il nome di "viddui bikkurim", che consiste in una sorta di confessione durante l'offerta delle primizie della terra di Israele. 
Rav Alberto Sermoneta
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Canoni di bellezza
Ma davvero si discute sul fatto che una modella sia bella o meno, e che possa rivestire tale ruolo? Credo che l’intento di Gucci, e forse anche quello di Armine Harutyunyan, fosse proprio quello di far parlare di sé. Così come contrastare o istituire nuovi canoni di bellezza. Sì, perché forse Armine in un remoto villaggio del Caucaso lontano dal progresso tecnologico e dalle sfilate di moda, potrebbe essere davvero un modello di bellezza a molti sconosciuto.
Francesco Moises Bassano
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