IL DEMOGRAFO SERGIO DELLA PERGOLA SARÀ OSPITE DI REDAZIONE APERTA
"In Israele i giovani hanno ambizione e prospettiva.
Il problema del paese è la politica divisiva"
“Il problema di Israele è la politica. Chiaramente questa è la madre di tutte le sue recenti disgrazie, tra divisioni e polarizzazioni. D'altra parte non sono pessimista perché vedo un fatto che non si vede altrove: qui le nuove generazioni hanno un luccichio negli occhi, non sono spente come in altre realtà. Sono proiettate verso il futuro, hanno ambizione e progettano in grande”. Nonostante una situazione politica instabile e fragile in modo preoccupante, Israele può contare sui suoi giovani. È questa, sottolinea a Pagine Ebraiche Sergio Della Pergola, la chiave del suo futuro. Illustre demografo, docente dell'Università Ebraica di Gerusalemme, analista della politica israeliana, Della Pergola sarà protagonista della prossima edizione a metà agosto di Redazione aperta, il laboratorio giornalistico organizzato dalla redazione di Pagine Ebraiche a Trieste. Un incontro con lo sguardo rivolto all'attualità: al Primo novembre, quando per la quinta volta in meno di quattro anni gli israeliani torneranno a votare. “Sarà un momento decisivo per la nostra democrazia”, afferma Della Pergola, che dell'attuale situazione politica israeliana discuterà questa sera nelle sale della Comunità ebraica di Firenze. Domani invece, su invito della docente di pedagogia Silvia Guetta, parlerà nella locale università di antisemitismo e negazionismo.
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DOSSIER ITALKIM
“Ebraismo italiano, patrimonio d’Israele”
Egregio Signore, Abbiamo il piacere di comunicarLe che nei prossimi Jamim Noraim avranno luogo delle Tefilloth di rito italiano a Gerusalemme, nei locali della scuola Margalioth (Rechov Haneviim, presso Rechov Jafo, di fronte all’ospedale inglese). Confidiamo che la S.V. si interesserà a questo nostro tentativo di far rivivere nella città santa questo antico rito, che trae direttamente origine dal vecchio rito di Eretz Israel e che vorrà partecipare alle Tefilloth”. Così scrivevano nel settembre del 1940 rav Menachem Emanuele Artom e Giorgio Pirani, mossi dal desiderio di organizzare nella Gerusalemme frastornata dalla guerra una tefillah (preghiera) di rito italiano. “Quello stesso rito italiano, che nell’Italia risorgimentale e liberale prima e fascista poi, veniva impiegato per rivendicare un certo orgoglio di appartenenza nazionale, in quanto retaggio culturale e religioso esclusivo degli italiani di religione ebraica, ora, a Gerusalemme, veniva trasformato dalla comunità italiana in elemento fondante di una nuova identità” spiegava Angelo Piattelli nel corso di una conferenza dedicata al contributo degli ebrei italiani alla costruzione d’Israele. A questo aspetto si aggiungeva il desiderio più sostanziale di costituire una comunità, a modello delle decine di comunità d’origine, che potesse fungere da polo culturale e sociale aggregante per quanti condividevano lo stesso patrimonio culturale e linguistico. Una spinta che è proseguita nel corso dei decenni, arricchendosi di altre esperienze in tutto il paese.
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IL MATRIMONIO IN SINAGOGA
Ferrara, emozioni sotto la chuppah

Un momento di grande festa per la Comunità ebraica di Ferrara e non solo. Nelle sale che un tempo ospitavano la Scola italiana infatti si è tornati a celebrare un matrimonio. Sotto la chuppah, Shmuel Lampronti, torinese con origini ferraresi e nipote di rav Sergio Sierra, e la consorte Jennifer Nigri di Lione. Un'occasione di grande gioia, ma anche un momento dal forte valore simbolico: il luogo, nel cuore di Ferrara, fu devastato dai nazifascisti durante la guerra. Negli anni successivi divenne salone per le attività comunitarie. In alcune occasioni torna ad accogliere cerimonie religiose, come il caso del matrimonio tra Lampronti e Nigri. A prendervi parte, al fianco del rabbino capo della città rav Luciano Caro, i rabbini rav Ariel Di Porto, rav Alberto Sermoneta e rav Amedeo Spagnoletto.
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Non proibire, ma dire

Si discute se si possa o meno esporre in mostra i quadri di Julius Evola e se, nel caso, si debba apporre un testo che spieghi al pubblico chi era l'artista in questione: uso abbastanza abituale in molte mostre ed esposizioni in cui il visitatore desidera non soltanto giudicare esteticamente un'opera, ma anche inserirla nel suo contesto storico.
In questo caso, come ben ha scritto Mirella Serri, e pochi l'hanno sostenuta forse per paura di essere considerati nemici della libertà artistica, l'artista è stato uno dei più importanti antisemiti della storia del Novecento.
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Oltremare - Giorni presidenziali

Prima che si mettano tutti a discutere, interpretare, ipotizzare, prevedere e di norma anche infastidirsi e sempre ad esprimere sentimenti di varia natura, ma comunque con frasi piene di punti esclamativi e punti di domanda; prima che addirittura inizi il viaggio in Israele e zone limitrofe del quasi nuovo Presidente degli Stati Uniti, i commentatori sono già tutti concordi su di un punto cruciale: chi può stia a casa per tre giorni. Non serve, che fra andata e ritorno almeno una tratta sarà fatta per via aerea in elicottero. Perché mica tutti possono salire sull’elicottero presidenziale.
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