Se non leggi correttamente questo messaggio, clicca qui   5 Febbraio 2023 - 14 Shevat 5783

LE DICHIARAZIONI DEL PREMIER ISRAELIANO BENJAMIN NETANYAHU  

"Iron Dome, valutiamo l'invio in Ucraina"

Il sistema di difesa antimissile Iron Dome è uno dei fiori all'occhiello della tecnologia militare israeliana. Operativo dal 2011, ha difeso il paese dai missili sparati dai gruppi terroristici di Gaza, riuscendo, secondo stime dell'esercito, a intercettarne tra l'85 e il 90 per cento. E contribuendo quindi a salvare molte vite. Uno strumento dunque fondamentale per garantire la sicurezza del paese e su cui Israele continua ad investire, anche grazie al sostegno americano. Fino ad ora questa tecnologia, adatta ad abbattere i missili sparati da Hamas e Jihad islamica, non è stata esportata. Ma qualcosa potrebbe cambiare nel prossimo futuro. Il Premier Benjamin Netanyahu in due interviste a media esteri - alla Cnn prima e alla francese LCI questo sabato - ha infatti anticipato la possibilità di  fornire Iron Dome all'Ucraina. “Stiamo lavorando alla nostra politica e in seguito verificheremo le possibili conseguenze di questa scelta, ma non posso fare alcuna promessa”, ha dichiarato Netanyahu. Il Premier ha aggiunto che il suo governo ha altri interessi da considerare, tra cui la cooperazione tra le forze aeree russe e israeliane in Siria. Si tratta in ogni caso di un'apertura rispetto al passato, seppur al momento ancora lontana dal concretizzarsi.

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PAGINE EBRAICHE - L'ANALISI DI GABRIELE SEGRE 

"Un nuovo immaginario collettivo per Israele"

L’exploit elettorale dell’estrema destra, da Itamar Ben-Gvir a Bezalel Smotrich ha aperto a molte analisi preoccupate sulla direzione che intraprenderà il paese in questi quattro anni del governo guidato da Benjamin Netanyahu. Soprattutto per il potere che hanno guadagnato le forze alla sua destra. Il timore è che queste ultime si impegnino nello smantellamento di alcuni principi e istituzioni cardine d’Israele, portando il paese sui binari già seguiti da realtà come l’Ungheria, ormai una democrazia illiberale. Alcune prese di posizione dei citati Ben-Gvir e Smotrich, rispettivamente ministri della Sicurezza nazionale e delle Finanze hanno rafforzato queste preoccupazioni. Eppure è da sottolineare come la loro proposta elettorale abbia ottenuto democraticamente molti consensi. E sia stata altrettanto chiara la mancanza di un’alternativa credibile. 
Un dato che apre a ulteriori riflessioni, come sottolinea l’analista Gabriele Segre prestandosi a un lungo colloquio con Pagine Ebraiche. Direttore della Fondazione Vittorio Dan Segre e studioso di politica israeliana e internazionale, Segre, all’indomani del successo del blocco di Netanyahu, non si era stupito del successo delle destre estreme. “Israele è arrivata a questo punto allineandosi con un trend storico internazionale: in diversi paesi ci sono state svolte fortemente populiste con tratti di cultura politica che rimandano a visioni di società non necessariamente liberali”.

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LA COVER DEL SETTIMANALE DEL CORRIERE DELLA SERA FIRMATA DA ELIO CARMI

La Lettura, il design in copertina

Porta la firma di Elio Carmi, creativo di fama, la cover dell’inserto culturale La Lettura del Corriere della sera in edicola quest’oggi. Nato nel 1952, Carmi è designer e direttore creativo dello studio Carmi & Ubertis, autore tra gli altri del logo del Padiglione Italia all’Expo di Milano e vincitore nel 2020 del Compasso d’Oro per la nuova identità grafica delle Gallerie degli Uffizi. “Nel mondo del design di comunicazione l’efficacia va progettata. Non bastano i buoni marchi, ci vogliono veri e propri marcatori del linguaggio. È un processo di lavoro complesso, nel quale è fondamentale la variabile umana che nasce dal mix di attori che entrano in scena: designer, consulenti, artisti, protagonisti a vario titolo di una parte, e poi soprattutto il Cliente (con la C maiuscola)” rilevava al riguardo Carmi, che guida dal 2020 la Comunità ebraica di Casale Monferrato ed è anche Consigliere dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Ad accompagnare il suo lavoro per il Corriere una frase di Umberto Eco, che sosteneva: “La lettura è un’immortalità all’indietro”.

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LA MOSTRA A BOLOGNA FRUIBILE ANCHE ONLINE 

“Mario Finzi, un ragazzo fantastico”

Mario Finzi nasce a Bologna il 15 luglio 1913. Fin dalle elementari manifesta la sua inclinazione per la musica e per il pianoforte in particolare, esibendosi già adolescente in concerti di grande successo. Altra sua passione è lo studio del diritto, perseguita anch’essa con tenacia e profitto: a soli 20 anni arriverà infatti la laurea in giurisprudenza. Con l’inizio delle persecuzioni (prima dei diritti e poi delle vite) Finzi si sarebbe messo al servizio della Delasem e dell’antifascismo clandestino: arrestato come sospetto “sovversivo” nel maggio del ’43, fu scarcerato con la caduta del fascismo e poi di nuovo incarcerato, nel marzo del ’44: avvisata da un delatore, la polizia fascista non perse l’occasione di arrestarlo. Trasferito a Fossoli, fu poi deportato ad Auschwitz e vi morì alcune settimane dopo la liberazione del lager a causa di una tubercolosi e di una dissenteria che avevano debilitato il suo organismo in modo irreparabile.
A raccontarne la storia la mostra “Mario Finzi, un ragazzo fantastico”, esposta a Palazzo d’Accursio sede del Comune di Bologna, ma fruibile in rete anche sul sito del Museo ebraico cittadino.

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DAFDAF, IL GIORNALE EBRAICO DEI BAMBINI 

Tu Bishvat, la primavera a tavola

Senza arrivare a scomodare Benjamin, Klee e l'Angelus Novus, o la concezione duale dell'andamento del tempo, su DafDaf abbiamo scelto di avvicinare i giovani lettori al Capodanno degli alberi, Tu Bishvat, passando per lo stomaco, semplicemente.
Guardiamo indietro, alle ricette della tradizione, e contemporaneamente in avanti, alla festa che segna un nuovo inizio e l’avvicinarsi della primavera, auspicabilmente una primavera di luce e di speranza.
Per il “15 del mese di Shevat” Claudia De Benedetti nella sua rubrica "in cucina" ci ricorda che cucinare con i fiori è una delle usanze legate alla festa.
Che sia con il risotto alle rose rosse o con l'insalata di quinoa ai fiori di erba cipollina, o semplicemente con un mazzo di fiori a dare luce agli spazi, DafDaf augura ai lettori di avere sempre la voglia e le forze - ancora - per vivere un nuovo inizio, una stagione in cui impegnarsi ed essere liberi, liberi anche di guardare avanti con fiducia.
Buona lettura!

Ada Treves

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LE ORIGINI DI TU BISHVAT E LA TRADIZIONE IN ISRAELE

Una festa che porta nuovi alberi 

Cade in queste ore la ricorrenza di Tu BiShvat, che corrisponde al 15 del mese di Shevat. Perché è importante? Perché è una data limite di natura fiscale e come sempre del fisco e delle tasse tutti hanno paura. Questa data segnava il limite dell’anno nelle varie prescrizioni bibliche.
“Non mangerai i frutti degli alberi, maturati nei primi tre anni”; “Offrirai (al Santuario) i frutti del quarto anno come decima”. Quando cominciava (e finiva) l’'anno'? A Tu BiShvat, appunto. È interessante rilevare che i Maestri del Talmud discutevano di tutto, perfino di quando è il Capodanno. E non trovarono un accordo. Il primo di Nissan è il “capodanno per i re e le feste”.
Il primo di Elul è il capodanno per la decima delle mandrie. Il primo di Tishri, secondo il Talmud, è il Capodanno degli anni (cioè vale per il calendario), ma ha anche influenza su alcune ricorrenze poliennali, come il Giubileo (ogni 50 anni) e l’anno sabbatico (Shmita, ogni 7 anni), quando la coltivazione dei campi era vietata. Interessante e indicativo che neppure su quest’ultimo c’era accordo: la scuola di Shammai sosteneva che fosse il primo di Shevat mentre Hillel affermava si trattasse della metà del mese di Shevat, Tu BiShvat appunto. La seconda è dunque l’opinione che è prevalsa.

Roberto Jona

(Nell'immagine, David Ben Gurion nel 1963 durante una cerimonia di piantumazione per Tu Bishvat - Archivio della Knesset)

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