“Giustizia, fermare la riforma
un atto di responsabilità”
“Mi rivolgo al Primo Ministro, ai membri del governo, alle aziende e ai membri della coalizione: i sentimenti sono difficili e dolorosi. Una profonda preoccupazione circonda l'intera nazione. La sicurezza, l'economia, la società - tutto è minacciato. Gli occhi di tutto il popolo di Israele sono puntati su di voi. Gli occhi dell'intero popolo ebraico sono su di voi. Gli occhi di tutto il mondo sono su di voi. Per amore dell'unità con il popolo di Israele, per amore della responsabilità che vi è dovuta, vi chiedo di fermare immediatamente il processo legislativo”. È l'appello lanciato in queste ore dal Presidente d'Israele Isaac Herzog al governo Netanyahu e alla sua coalizione mentre è in corso uno sciopero nazionale contro la riforma della giustizia e dopo il licenziamento del ministro della Difesa Yoav Galant, che si era espresso a favore dello stop. “Faccio appello ai capi di tutte le fazioni della Knesset, sia della coalizione che dell'opposizione, affinché mettano i cittadini del Paese al di sopra di tutto e agiscano in modo responsabile e coraggioso senza ulteriori indugi. Tornate subito in voi! Questo non è un momento politico, è un momento di leadership e di responsabilità”, le parole di Herzog.
Un'invito simile è arrivato anche dal mondo ebraico della Diaspora, in particolare dal Congresso ebraico europeo. “Impegnato per la sicurezza e la prosperità dello Stato ebraico sulla base dei valori sanciti dalla Dichiarazione di Indipendenza, il Congresso ebraico europeo, che rappresenta le organizzazioni nazionali ebraiche di oltre 40 Paesi europei, invita il governo di Israele a sospendere immediatamente la proposta di legge sulla riforma giudiziaria”, l'appello dell'istituzione.
Dall'Italia la presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni ha evidenziato come "tutti seguiamo con il fiato sospeso e il cuore pesante quanto sta avvenendo in Israele in queste ore che segneranno il futuro del Paese, unendoci agli appelli per l’impegno da parte di tutte le forze politiche ed economico-sociali nella direzione di un confronto profondo e pacato. Proprio per le ragioni di sicurezza e dello stesso riconoscimento di Israele come Stato democratico - unico ed assoluto nell’area mediorientale - la legittimazione del governo eletto da una precisa maggioranza è indiscussa, - afferma la presidente UCEI - così come la necessità di governare responsabilmente per il bene durevole dell’intero Paese e per la salvaguardia di valori che consideriamo profondamente ebraici. L'unità del Paese e del popolo è il bene più prezioso da difendere in questo importante momento storico, avviandoci verso la festa della liberazione (Pesach) e dell'indipendenza (Yom Haazamut)".
ISRAELE, LO SCIOPERO NAZIONALE E L'ANALISI DI SERGIO DELLA PERGOLA
“Licenziare il ministro della Difesa
un errore tragico di Netanyahu”
La decisione del Primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu di licenziare il ministro della Difesa Yoav Galant ha creato un terremoto politico in Israele. Centinaia di migliaia di persone sono scese per le strade per manifestare in tutto il Paese durante la notte contro questa decisione e contro la riforma della giustizia promossa dal governo Netanyahu. Proprio l'aver chiesto pubblicamente di sospenderla è costato a Galant l'incarico. Da qui l'inizio della nuova ondata di proteste. “Migliaia di persone si sono recate in strada spontaneamente per protestare”, racconta da Gerusalemme Sergio Della Pergola, demografo di fama internazionale. Manifestazioni che sono proseguite con l'inizio del nuovo giorno con l'aggiunta di uno sciopero generale dei lavoratori. “I voli dall'aeroporto Ben Gurion sono stati sospesi, centri commerciali e banche hanno chiuso, gli ospedali operano i modalità d'emergenza. Uno sciopero di queste dimensioni non si era mai visto in Israele”, evidenzia Della Pergola, professore emerito dell'Università Ebraica di Gerusalemme e autorevole rappresentante degli Italkim (italiani d'Israele). Per Della Pergola, il Premier Netanyahu "ha commesso un errore tragico nel licenziare Galant".
Torino ebraica, eletto il nuovo Consiglio
Dario Disegni il più votato
Nelle scorse ore gli iscritti della Comunità ebraica di Torino sono stati chiamati ad eleggere il nuovo Consiglio comunitario. Dallo spoglio il più votato è risultato essere il presidente uscente Dario Disegni, presentatosi con la lista uninominale Com-Unità. Ad essere eletti inoltre sette consiglieri della lista Comunità Futura e cinque della lista Anavim. In ordine di preferenza: Anna Segre (Comunità Futura), Lucia Levi (Comunità Futura), Franca Mortara Nizza (Anavim), Ruben Piperno (Comunità Futura), Roberto Lanza (Anavim), Arnaldo Nanni Levi (Anavim), Lea Voghera (Anavim), Sara Levi Sacerdotti (Comunità Futura), Guido Anau Montel (Comunità Futura), Ernesto Ovazza (Comunità Futura), Roberto Sofia (Anavim), Carla D’asdia (Comunità Futura).