IL CORDOGLIO DI ISRAELE E DEL MONDO EBRAICO

Silvio Berlusconi (1936-2023)

Molte reazioni, nell’Italia ebraica e in Israele, alla notizia della scomparsa dell’ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. “Le Comunità ebraiche tutte esprimono il proprio cordoglio per la scomparsa di Silvio Berlusconi, leader politico e personalità che ha segnato la storia del nostro Paese. Lo ricordiamo come una figura vicina al mondo ebraico, riconoscendo il contributo offerto allo sviluppo del Paese e sostenendo il rapporto con le sue istituzioni”, il messaggio della presidente UCEI Noemi Di Segni. Che aggiunge: “Grande amico d’Israele, sempre impegnato a difenderne, assieme al suo partito, il diritto ad esistere, a difendersi e a progredire in pace e prosperità. Ai suoi familiari e stretti collaboratori la nostra più sentita vicinanza”.
In un messaggio di condoglianze l’ambasciata d’Israele in Italia sottolinea: “Presidente Berlusconi è sempre stato in prima fila nella lotta ad ogni forma di antisemitismo e antisionismo. Proprio per questo, egli ha fatto dell’amicizia e del rafforzamento delle relazioni tra Italia e Israele uno dei suoi principali obiettivi personali e politici. Grazie al suo costante sforzo, le relazioni bilaterali tra Roma e Gerusalemme sono diventate sempre più strette e solide”. Berlusconi, si aggiunge, “è stato un sincero amico di Israele e di tutto il popolo ebraico e, per questo, resterà sempre nella nostra memoria”. A dirsi “profondamente rattristato dalla scomparsa di Silvio Berlusconi” è l’attuale premier d’Israele Benjamin Netanyahu. “Silvio – le sue parole – è stato un grande amico di Israele e ci è stato sempre accanto: riposa in pace amico mio”.

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IL CAMBIO DI SEDE, UNA SCELTA ANCHE SIMBOLICA

Da Londra a Monaco di Baviera,
un nuovo inizio per i rabbini d'Europa

La Conferenza dei rabbini d’Europa ha conferito di recente al Premier del Land bavarese Markus Söder un riconoscimento per il suo “eccezionale impegno nella protezione e promozione della vita ebraica in Europa”. Nell’occasione l’organizzazione – che riunisce oltre ottocento rabbini provenienti da più di quaranta Paesi europei – ha anche ufficializzato un'altra notizia: la decisione di trasferire la propria sede da Londra a Monaco di Baviera. “La Germania è uno degli unici Paesi in Europa in cui la comunità ebraica è in crescita e il clima politico è favorevole alla costruzione della vita ebraica” ha dichiarato all’agenzia Jta il presidente della Conferenza dei rabbini d’Europa rav Pinchas Goldschmidt, evidenziando come l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea sia stata uno dei fattori principali del trasferimento. Il rav, costretto a lasciare la Russia e il ruolo di rabbino capo di Mosca per le sue posizioni contrarie all’invasione dell’Ucraina, ha poi spiegato di non aver sposato sin da subito l’idea. All’inizio “mi sembrava fosse meshuga”, pazza. Monaco nelle sue memorie era innanzitutto “la città in cui fu pianificata la Reichspogromnacht”, la notte del pogrom del Reich, anche nota come Notte dei Cristalli. Non solo, Monaco è notoriamente la città in cui Adolf Hitler iniziò la sua ascesa al potere negli anni Venti e da cui prese forma l’orrore nazista. Una città che nazisti salutavano come la “capitale del movimento”. Riposizionare qui il cuore del lavoro del rabbinato europeo ha un chiaro intento simbolico. 

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IL TORNEO DI CALCIO UNDER 20

Il sorriso d'Israele, le lacrime italiane: 
le due facce del Mondiale

Quella per il terzo e quarto posto è la finale che, di solito, nessuno vuole giocare. La “finalina” dei Mondiali di calcio Under 20 d’Argentina ha fatto per una volta eccezione. Il volto radioso dei calciatori israeliani, vincitori contro la Corea del Sud per 3 a 1, ne è stata la conferma. Un risultato straordinario per la compagine guidata da Ofir Haim, alla sua prima partecipazione al torneo, oltre mezzo secolo dopo l’unica presenza tra i “grandi” al Mondiale disputatosi in Messico nel 1970. Binyamin, Senior e Khalaili i marcatori che hanno portato Israele a questo storico terzo posto, frutto dell’alchimia non soltanto tattica e tecnica di “ragazzi giovani e talentuosi, ebrei e arabi insieme”, come ha evidenziato tra gli altri il Capo dello Stato Isaac Herzog.
Se Israele sorride, a piangere è invece l’Italia. Che poche ore dopo si è giocata il titolo, perdendo con l’Uruguay in una partita relativamente avara di emozioni e decisa soltanto nel finale per via di una distrazione difensiva. Una sconfitta amarissima, per 1 a 0: lo stesso risultato con cui l’Uruguay aveva eliminato Israele nel turno precedente. Un epilogo infelice che però “non cancella quanto di buono fatto fin qua”, ha detto il ct azzurro Nunziata.
Non sempre il talento giovanile forgia i campioni di domani. Ma se il buongiorno si vede dal mattino, sia Italia che Israele hanno buoni motivi per sperare in un rilancio anche tra i “grandi”.

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IL CONCERTO DI TRIESTE

Festival Ullmann, una prima assoluta
per la sinfonia di Morpurgo


 

Nato nel 2014 e giunto quest’anno alla decima edizione, il Festival Viktor Ullmann ha l’obiettivo di valorizzare le opere di compositori – ebrei e non – che furono perseguitati dal nazifascismo per il loro impegno culturale, la loro attività artistica, la loro stessa identità. Ad inaugurare la rassegna, che si svolge come di consueto a Trieste, un concerto in sinagoga che ha avuto come protagonista l’Orchestra d’archi Abimà in collaborazione con l’Orchestra a fiati G. Verdi, sotto la direzione del Maestro Davide Casali e con la fisarmonica solista di Manuel Figheli.
Il concerto in sinagoga ha rappresentato il preludio alla sedicesima edizione del festival di musica e cultura ebraica Erev/Layla (13-22 giugno). Ospite della serata conclusiva il musicista Raiz. 

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IL CONCERTO DI CASALE

Bach, Schoenberg e Rachmaninov: 
musica in sinagoga


 

C’era un sottile piacere intellettuale nel secondo concerto della rassegna Musica nel Complesso Ebraico, arrivata alla nona edizione. Alla sinagoga di Casale si è esibito ieri il giovane e già bravo pianista Alessandro D’Onofrio. Nel programma Johan Sebastian Bach: Sinfonia in IX in fa minore; Arnold Schoenberg: sei pezzi op 19; Sergej Rachmaninov: seconda sonata. 

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