LA RIUNIONE IN CORSO A ROMA

Consiglio UCEI, sì al Bilancio

Sono in corso i lavori del Consiglio dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, riunito in queste ore a Roma. La riunione, inaugurata da un Davar Torah del rav Giuseppe Momigliano, si è aperta con alcune comunicazioni della Presidente UCEI Noemi DI Segni.
Nell’occasione sono state espresse le felicitazioni personali e dell’Unione nei confronti dei presidenti da poco nominati localmente (Victor Fadlun a Roma, Lydia Schapirer a Napoli, Gianni Parenzo a Padova, Riccardo Joshua Moretti a Parma, Marco Ascoli Marchetti ad Ancona e Rossella Bottini Treves a Vercelli). Un apprezzamento è stato inoltre rivolto a Ruth Dureghello, che ha da poco concluso i suoi otto anni di impegno come presidente della Comunità romana.
Nel corso della mattinata il Consiglio ha approvato il bilancio consuntivo relativo al 2022. Per il quinto anno consecutivo, l’introduzione dell’assessore competente Davide Romanin Jacur, “il bilancio viene chiuso con un avanzo”. A seguire uno dei temi affrontati è stato quello dell’Otto per Mille, con varie voci a confronto sulle strategie per rafforzare la raccolta. 
Due i progetti delle Commissioni presentati e sottoposti al Consiglio. Il Progetto Benamozegh a Livorno, nel bicentenario del grande rabbino. E un progetto di educazione allo sport e alla convivenza, da svolgersi nell’arco di due Shabbaton tra aprile e giugno dell’anno prossimo.

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LE DIVERGENZE TRA MAGGIORANZA E OPPOSIZIONI 

Israele e la riforma della Giustizia,
la Knesset si prepara al voto

Sarà una settimana chiave per il destino di una parte della riforma della giustizia promossa dal governo del Premier Benjamin Netanyahu. Nelle prossime quarantott’ore infatti sarà portata al voto del Parlamento israeliano – il primo dei tre complessivi necessari per l’approvazione – la proposta di legge diretta ad abolire parzialmente la clausola di ragionevolezza. Una modifica che porterebbe a limitare i poteri della Corte suprema rispetto all’intervento sulle decisioni del governo, dei ministri e dei funzionari eletti. Secondo la maggioranza il cambiamento è necessario per riequilibrare la divisione dei poteri tra esecutivo, legislativo e giudiziario e per contrastare quello che dalla coalizione viene definito come un eccessivo attivismo della Corte. Per le opposizioni invece si tratta di un pericoloso passo verso la limitazione dell’indipendenza dei giudici e un danno per l’intera collettività. In particolare – posizione condivisa dal procuratore generale d’Israele – perché la clausola di ragionevolezza rappresenta una garanzia di protezione degli individui contro possibili decisioni governative arbitrarie.

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L'OMAGGIO DEL TECHNION

Piero Abbina, figura esemplare

Abbiamo finalmente raggiunto un traguardo ambìto da tempo. 
Si è svolta infatti a Haifa la cerimonia di intitolazione di un’aula nella biblioteca centrale del Technion a nome di Piero Abbina z”l, fondatore e primo presidente dell’Associazione Italiana Amici del Technion. La sua è stata una vita spesa all’insegna dell’attivismo in campo ebraico e del sionismo. Piero Abbina, già presidente della Consulta per la Comunità ebraica di Roma e presidente per 30 anni del Keren Kayemet LeIsrael Italia, ha poi creato l’associazione Italiana Amici del Technion con lo scopo di far conoscere l’eccellenza israeliana e di riuscire a mandare in Israele quanti più giovani possibili, con un futuro in mano.
Alla presenza del professor Perez Lavie, presidente onorario del Technion, della famiglia, di amici e di studenti italiani, è stata scoperta una targa che ricorda il lavoro e l’impegno di Piero per il Technion Italia, grazie a una raccolta fondi iniziata circa un anno fa. È importante per me sottolineare come alla raccolta abbiano contribuito significativamente anche semplici conoscenti o talvolta perfino anonimi o persone che avevano conosciuto di Piero solo il suo operato per il Technion. La biblioteca centrale è il cuore pulsante del Technion, il luogo di incontro degli studenti per eccellenza. Lì, in mezzo a quei ragazzi, dove Piero si sarebbe sentito a suo agio e che avrebbe osservato con soddisfazione, c’è finalmente un’aula a suo nome.

Paola Abbina

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