Protrarsi delle procedure per l’insediamento di un nuovo direttore responsabile, assenza di un piano editoriale più volte annunciato e mai presentato, vistosa carenza di organici e di funzioni di responsabilità in cui la redazione è costretta a operare da oltre due mesi, conseguenti gravi ritardi accumulati nella lavorazione delle testate a stampa e necessità di utilizzare almeno una parte delle ferie spettanti. Questi elementi impediscono la consueta prosecuzione della produzione, che la redazione ha garantito ininterrottamente e senza eccezioni in oltre 15 anni di lavoro. Per fare fronte a una situazione di cui ha più volte sottolineato i pericoli e i danni, la redazione è costretta suo malgrado a concentrare il lavoro dei prossimi giorni sulle scadenze dei prossimi numeri dei giornali stampati in lavorazione. Irregolarità o interruzioni dei notiziari quotidiani ne possono essere la conseguenza.
Ce ne scusiamo con i lettori, auspicando che la situazione possa essere presto sanata.
Il nuovo numero estivo di DafDaf, il 142 – sarebbe in verità il numero 143, considerando anche il primo, il “numero zero” – apre con un tocco di leggerezza. È estate, non si pensa ancora alla riapertura delle scuole, c’è spazio per giornate spensierate e il tempo per provare a cucinare per tutta la famiglia… perché non aggiungere un tocco glitterato?
Di una bellezza più tradizionale parlano le pagine dedicate a Firenze, nota in tutto il mondo per la sua bellezza, una bellezza cui anche la Comunità ebraica contribuisce in tanti modi. Partendo dalla sua maestosa sinagoga, la cui cupola verde è visibile da numerosi punti di osservazione. Non sorprende pertanto che proprio Firenze sia stata scelta come città capofila della prossima Giornata Europea della Cultura Ebraica, in programma domenica 10 settembre, il cui filo conduttore sarà il tema della “bellezza”. Per chi si trova in Israele, invece, il giornale ebraico dei bambini propone una piccola guida a Canyon, che però non sono le bellissime e profonde valli con i lati rocciosi ripidi e scoscesi… la natura in questo caso non c’entra.
La prossima Giornata Europea della Cultura Ebraica (10 settembre) vedrà in Italia un approfondimento sul tema della “Bellezza”. Firenze la città capofila di un’edizione che presenterà la particolare declinazione, al riguardo, del mondo ebraico.
“La bellezza, dal punto di vista ebraico, trascende l’estetica. Ed è strettamente intrecciata all’etica. Un tema che cercheremo di far emergere nel programma della Giornata, valorizzando più letture e prospettive” anticipa Enrico Fink, il presidente della Comunità ebraica fiorentina e fondatore e anima del Balagan Cafè che ogni estate fa del giardino della sinagoga la meta di un pubblico in parte fidelizzato e in parte sempre nuovo. Si parlerà così ad esempio di come la bellezza è vista e declinata nel Tanakh, con una lezione del rabbino capo Gadi Piperno, ma anche di come ad essa guarda l’universo femminile ebraico, del legame che vi è tra bellezza e giustizia, agendo nel segno della fratellanza umana, e della bellezza nell’arte, nelle sue innumerevoli espressioni dalla musica al teatro. La Giornata non a caso si aprirà alla sera del sabato con un concerto a cura di una musicista israeliana, Liron Meyuhas, che lavora da tempo sul significato di armonia e bellezza e si concluderà domenica con una performance teatrale a cura dell’attore Gioele Dix (nome d’arte di David Ottolenghi). Protagonista sarà anche l’Intelligenza Artificiale, che “parteciperà” al panel d’apertura con domande e risposte sull’argomento “La bellezza: un bel rischio da correre”. Tra tante iniziative, vi sarà anche un omaggio all’opera di Lele Luzzati. A Firenze arriverà infatti un’installazione messa a disposizione dal Teatro della Tosse di Genova, l’istituzione che più ne tramanda la lezione di vita e di arte: un grande pescecane ispirato alla storia fiabesca di Pinocchio, che sarà ricollocato in uno degli ambienti comunitari. “Ma naturalmente, in ambito ebraico, non si può non pensare alla storia di Giona”, sottolinea Fink.
(Nell'immagine: il giardino della sinagoga gremito per un evento del Balagan Cafè)
LA CONDANNA DELLA SVEZIA, CHE VALUTA UNA REVISIONE DELLA LEGGE
"Rogo dei libri sacri, un atto deplorevole"
Ancora pagine del Corano bruciate in pubblico in Svezia. Un nuovo episodio di una serie, stigmatizzata più volte da istituzioni e organizzazioni ebraiche. Al riguardo arrivano ora le parole di condanna dell’ambasciatore svedese in Israele Erik Ullenhag. In un messaggio inviato al Jerusalem Post, il diplomatico scrive che il governo di Stoccolma troverebbe “altamente deplorevole” il fatto che “estremisti e provocatori cerchino di seminare divisione tra i diversi gruppi all’interno della nostra società”. Aggiunge Ullenhag che “la profanazione della Torah, del Corano o di qualsiasi altra sacra scrittura è un atto offensivo e irrispettoso e una chiara provocazione” e che “espressioni di antisemitismo, razzismo, xenofobia e relativa intolleranza non hanno posto in Svezia o in Europa”. Atti quindi “fermamente respinti” dal governo.
L’edizione odierna esce grazie alla disponibilità del direttore responsabile uscente, che in attesa del compimento dell’iter predisposto dall’Ente editore per riassegnare l’incarico e su richiesta dell’Ente stesso, si è reso disponibile a garantire provvisoriamente i requisiti di legge. La redazione esprime la propria gratitudine per questo suo gesto.