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Kahlon, il pacchetto per rilanciare l’economia palestinese

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Nelle scorse settimane il ministro delle Finanze israeliano Moshe Kahlon ha incontrato diverse volte la controparte palestinese, il ministro dell’Anp Shukri Bishara. Sul tavolo, un pacchetto di misure per rilanciare l’economia palestinese nel suo complesso, incentivare la collaborazione tra le due realtà e allentare la tensione, segnata da mesi di attentati terroristici contro civili e soldati israeliani. Tre le principali aree su cui si basa il piano stilato, assieme ai funzionari palestinesi, da Kahlon e dagli esperti del Ministero: il settore delle costruzioni, la sanità e l’high tech. Secondo quanto riporta il canale di informazione israeliano Arutz 10, il progetto dà seguito alle promesse fatte dal Premier Benjamin Netanyahu al presidente Usa Barack Obama durante il loro incontro nel novembre scorso alla Casa Bianca. In quell’occasione, Netanyahu aveva dichiarato il suo impegno a sostenere l’economia palestinese.
Sul fronte delle costruzioni, il pacchetto prevede un ampliamento delle autorizzazioni per le imprese edili e gli appaltatori palestinesi che possono lavorare in Israele. Non solo, anche il numero di permessi per la mano d’opera dalla West Bank dovrebbe essere sensibilmente aumentato: la proposta di Kahlon, scrive il sito di informazione Calcalist, è infatti di autorizzare l’ingresso in Israele di circa 33mila lavoratori palestinesi, che si aggiungerebbero così agli altri 43mila già forniti di permesso, dando impulso all’occupazione e all’economia dei territori governati dall’Anp. Secondo il giornalista israeliano Ben Caspit, l’auspicio di Kahlon è che l’ingresso di nuova manodopera nel settore edilizio israeliano possa abbassare i costi degli alloggi nel Paese, notoriamente molto elevati.
“Un altro passo prevede l’integrazione dei palestinesi in posti di lavoro e stage presso aziende high-tech israeliane – sottolinea Caspit – Secondo Kahlon, è giunto il momento anche per i palestinesi di iniziare a beneficiare del ruggente motore high-tech israeliano”.
Sul fronte della sanità, il piano prevede di consentire ai medici palestinesi di fare stage e lavorare presso strutture ospedaliere israeliane. Sarà data priorità a campi medici maggiormente connessi alla recente ondata di violenza, scrive il Times Of Israel, come il pronto intervento. Ma l’obiettivo del ministero delle Finanze di Gerusalemme è quello di aumentare il livello delle cure mediche fornite dalle strutture dell’Anp. La maggior parte dei trattamenti medici più complicati, infatti, viene garantita ai palestinesi dagli ospedali israeliani e, riporta Caspit, secondo Kahlon “non vi è alcun motivo per cui non si dovrebbe permettere ai palestinesi stessi di sviluppare cure mediche avanzate”.


Daniel Reichel

(23 febbraio 2016)