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Qui Roma – La guerra di Ernst contro l’orrore

20170110_124920È stato presentato alla stampa questa mattina, alla Casa del Cinema, “Nebbia in agosto” del regista tedesco Kai Wessel, lungometraggio che affronta il tema del criminale sterminio dei disabili fisici e psichici perpetrato dai nazisti a partire dal 1939.
Del film (presentato nelle scorse ore anche a Milano), che uscirà in sala il 19 gennaio, hanno parlato al termine della proiezione la giornalista Ariela Piattelli, il consulente scientifico della Fondazione Museo della Shoah Marcello Pezzetti, e il presidente dell’Ospedale Israelitico Bruno Sed.
Basato sul romanzo omonimo di Robert Domes, a sua volta tratto da una storia vera, il film racconta la vicenda del tredicenne Ernst Lossa, interpretato dal giovane Ivo Pietzcker, rinchiuso in ospedale psichiatrico perché considerato ribelle e “ineducabile”.
Qui, insieme ad altri reclusi, assisterà all’assassinio sistematico dei pazienti, molti dei quali bambini, perpetrato sotto l’implacabile direzione del dottor Veithausen (Sebastian Koch), fervente nazista che applica alla lettera le direttive del cosiddetto “progetto eutanasia”.
Lossa tenterà eroicamente di opporsi al disumano progetto, illustrato e spiegato nel film in tutti gli agghiaccianti particolari.
“Perché questo film, il primo su questa tematica, esce a pochi giorni dal Giorno della Memoria? Perché lo sterminio dei disabili fisici e psichici anticipa le modalità con cui fu perpetrata la Shoah, lo sterminio degli ebrei. Ed è un tema ad essa strettamente connesso”, ha detto Ariela Piattelli, moderatrice dell’incontro.
“Un film bello e commovente, che presenta il punto di vista dei pazienti, e quello criminale di coloro che attuarono il progetto”, ha detto Marcello Pezzetti. “Anche se ‘progetto eutanasia’ è un nome che oggi può confondere le idee. Infatti per eutanasia, tema al centro di ampio dibattito, normalmente intendiamo la possibilità di un paziente di porre fine alla propria vita a causa di una malattia grave e incurabile e fonte di grandi sofferenze. Mentre i nazisti effettuarono l’omicidio pressoché indiscriminato di decine di migliaia di persone.”
“Per approfondire questo tema”, ha detto Bruno Sed, “negli scorsi mesi abbiamo fatto il primo viaggio della Memoria con medici dell’Ospedale Israelitico e del Bambino Gesù. Una esperienza formativa che molti dottori hanno definito davvero importante. Questi temi ovviamente ci stanno a cuore: la missione dell’Ospedale Israelitico è anche quella di portare, nell’esperienza medica, una visione ebraica del mondo. Una visione che mette al centro, prima di tutto, la persona e la sacralità della vita. Con cui tutti i giorni i medici si confrontano.”
“È arrivato il momento – aggiunge Sed – di organizzare il primo viaggio in uno dei sei centri tedeschi dove si effettuava il programma di eutanasia nazista. L’Aktion T4 prevedeva, sotto responsabilità medica, la soppressione di persone affette da malattie genetiche inguaribili e da portatori di handicap mentali. Andremo lì, in quei luoghi, per capire assieme ai ricercatori della Fondazione Museo della Shoh, il ruolo dei medici. Studieremo, ricorderemo, affinché nulla possa più ripetersi”.

Marco Di Porto

(10 gennaio 2017)