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“Una zia Nobel, ecco cosa significa”

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La grande scienziata, che seppe conquistarsi la ribalta internazionale e i più importanti riconoscimenti. L’intellettuale appassionata, protagonista di numerose battaglie nella società italiana e in Parlamento. Ma anche un essere umano, con i suoi pregi e con le sue debolezze, costantemente a confronto con le piccole e grandi sfide della quotidianità.
La poliedrica figura di Rita Levi-Montalcini raccontata da chi l’ha conosciuta bene e porta oggi avanti il suo ricordo: la nipote Piera, oggi ospite della Regione Lazio per un evento organizzato in occasione del trentesimo anniversario dell’assegnazione del Premio Nobel alla scienziata torinesi. Ad ascoltarla gli studenti dei licei romani, numerosi stamane nella Sala Tevere. “Cosa significa avere una zia Premio Nobel” il tema attorno cui ha ruotato la sua riflessione, arrivata dopo la proiezione del documentario “Elogio dell’imperfezione: incontro con Rita-Levi Montalcini”.
Il potere della conoscenza, ma anche quello dell’immaginazione. Un potere formidabile, come ha sottolineato nel suo intervento il presidente della Commissione cultura della Regione Lazio Cristian Carrara leggendo alcuni stralci di un’intervista che la scienziata diede a Pagine Ebraiche e al portale dell’ebraismo italiano www.moked.it per i suoi 103 anni. “Rispetto per l’uomo, rispetto per l’ambiente, attenzione ai giovani. Tre valori centrali nell’ebraismo. Tre valori che Rita ha saputo interpretare al meglio” ha affermato la presidente della Comunità ebraica Ruth Dureghello.
Ad intervenire nel corso dell’incontro, moderato dal giornalista Orazio La Rocca, anche la responsabile area formazione dell’Associazione Nazionale Presidi Grazia Fassorra e Tullio Pozzan, direttore del Dipartimento di Biomedicina del CNR.
Esposte in sala alcune immagini della mostra “Rita Levi-Montalcini: immagini private” realizzata dalla Comunità ebraica romana in collaborazione con l’Associazione Levi-Montalcini.

(24 febbraio 2017)