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Qui Milano – Bookcity 2017:
“Meno eventi, più emozioni”

bcm17“Vogliamo la qualità delle parole, non la notorietà degli autori”, hanno spiegato i cosiddetti lettori forti agli organizzatori di Bookcity, la rassegna dedicata a libri e scrittori che si tiene da cinque anni in autunno a Milano. E ascoltando le richieste di chi è abituato a sfogliare libri (di carta o digitali), gli organizzatori della prossima edizione (16-19 novembre) hanno scelto come slogan per il 2017 “Meno eventi, più emozioni”. A spiegarlo alla stampa, sia l’editore Luca Formenton sia il coordinatore del programma della rassegna Oliviero Ponte di Pino, durante l’incontro preparatorio dedicato alla sesta edizione di Bookcity, tenutosi nelle scorse ore a Palazzo Reale. “Proveremo a ridurre il numero degli incontri in programma, privilegiando l’originalità delle proposte”, ha spiegato il coordinatore del programma di un progetto che vede coinvolti il Comune di Milano e l’Associazione BookCity Milano (composta da Fondazione Corriere della Sera, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, Fondazione Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri), a cui si è affiancata l’Associazione Italiana Editori, in collaborazione con l’Associazione Italiana Biblioteche e l’Associazione Librai Italiani.

Non contano dunque i numeri ma la qualità, un principio ben presente al mondo ebraico che proprio a Bookcity ha trovato ampio spazio, a partire dagli appuntamenti organizzati dalla redazione dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane lo scorso anno: al teatro Franco Parenti si è parlato de La Rete, l’odio online e il ritorno alla giungla, con il seguitissimo confronto tra il filosofo Giulio Giorello, il giurista Carlo Melzi D’Eril e il sociologo Giovanni Ziccardi, coordinati dalla giornalista della redazione UCEI Ada Treves; nella prestigiosa sala delle Colonne del Circolo Filologico di Milano il direttore dell’area informazione dell’Unione Guido Vitale aveva invece portato lo storico sociale delle idee David Bidussa e il direttore della fondazione Centro di documentazione ebraica contemporanea Gadi Luzzatto Voghera a riflettere sul senso della Storia a partire dal pensiero di due grandi intellettuali contemporanei Serge Gruzinski e Yuval Harari. Ultimo incontro organizzato dalla redazione era infine stato quello con protagonista lo storico della letteratura Alberto Cavaglion, autore di Verso la terra promessa. Scrittori italiani a Gerusalemme da Matilde Serao a Pier Paolo Pasolini. A conversare con Cavaglion, lo studioso Bruno Pischedda e il giornalista Paolo Salom (Corriere della Sera). Altri appuntamenti a carattere ebraico hanno poi visto la luce nel corso degli anni con la Sinagoga Centrale teatro di grandi incontri dedicati all’ebraismo e alla letteratura israeliana. Testimonianza di una rassegna aperta e impegnata a coinvolgere tutte le componenti della città: un carattere che sarà conservato anche quest’anno, ha spiegato l’assessore alla Cultura del Comune di Milano Filippo Del Corno, secondo cui la parola chiave di Bookcity è stata sin dall’inizio la “condivisione”: con i cittadini milanesi primi ad essere coinvolti e “ad essersi affezionati alla rassegna”. Piergaetano Marchetti ha invece sottolineato “la specificità di Bookcity, che non è né un festival né una fiera”, augurandosi la collaborazione con Tempo di libri, la nuova fiera dell’editoria, voluta dall’Aie, che si terrà a Rho-Pero dal 19 al 23 aprile.

Daniel Reichel

(20 marzo 2017)