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Milano – La Carta della responsabilità

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“La fase che viviamo interroga tutti noi, come individui, chiamando in causa il nostro senso di responsabilità. Di fronte alle sfide della nostra era, questa Carta può essere un punto di riferimento prezioso. Una mappa in grado di indicarci la direzione da seguire per essere protagonisti di un cambiamento positivo all’interno delle nostre società”. Così il Primo ministro Paolo Gentiloni nel suo messaggio di sostegno alla Carta delle responsabilità 2017, nata dalla riflessione proposta dall’associazione Gariwo con il ciclo La crisi dell’Europa e i Giusti del nostro tempo, organizzato in collaborazione con il Teatro Franco Parenti e con il patrocinio della Fondazione Corriere della Sera e dell’Università degli Studi di Milano. Proprio al Parenti è stata presentata la Carta e a spiegarne il significato, il presidente di Gariwo Gabriele Nissim assieme alla direttrice del teatro Andrée Ruth Shammah. “Con questo documento ispirato all’esperienza di Charta ’77 – le parole di Nissim – vogliamo riaffermare il valore della pluralità e della non violenza in contrapposizione alla cultura dell’odio e del nemico, il primo passo di un lungo cammino”. Tante le adesioni importanti alla Carta, tra cui, oltre a quella citata del Premier Gentiloni, quelle del sindaco di Milano Giuseppe Sala – primo firmatario-, di Milena Santerini, presidente Alleanza parlamentare contro l’intolleranza e il razzismo del Consiglio d’Europa, della ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli e della presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni.
“Tutti noi potremo fare la differenza, se saremo capaci di sostenere e rafforzare i valori universali della democrazia, di reagire alla cultura dell’odio e alla xenofobia, di rispondere al terrorismo riaffermando i valori della società aperta. – il richiamo di Gentiloni a sostegno dell’iniziativa – Sta a noi il compito di dare vita al percorso che questa Carta ci suggerisce, rifiutando l’indifferenza e facendo la nostra parte per difendere la dignità umana. Per provare a essere tutti, con le nostre azioni e il nostro impegno, ‘i Giusti del nostro tempo’”.

(19 maggio 2017)