moked/מוקד

il portale dell'ebraismo italiano

Trent’anni nel segno dell’Intesa

intesa

“La libertà di essere se stessi”.
A trent’anni dall’Intesa stipulata con lo Stato l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane organizza per questa domenica a partire dalle 14.45 un momento di riflessione aperto a tutto il Consiglio dell’ente, riunito nelle stesse ore a Roma. Un appuntamento che nasce nella consapevolezza che gli anni Ottanta sono stati testimoni, nel nostro Paese, di una svolta decisiva nella storia dei rapporti tra lo Stato e le confessioni religiose. E questo perché dopo un quarantennio dall’entrata in vigore una parte assai importante della Costituzione repubblicana, fino ad allora rimasta confinata sul piano dei principi, ha trovato finalmente attuazione sul piano sostanziale, con nuove e più solide basi del diritto di libertà religiosa delle confessioni di minoranza.
A testimoniarlo saranno il ministro dell’Interno Marco Minniti, che in apertura porterà un saluto all’assise assieme alla presidente dell’Unione Noemi Di Segni. E inoltre alcuni qualificati esperti, invitati a parlare dopo una introduzione del vicepresidente UCEI Giulio Disegni: nell’ordine Francesco Margiotta Broglio (“All’origine dell’Intesa”); Dario Tedeschi (“Storia di un’Intesa”); Roberto Mazzola (“L’intesa con l’UCEI, un modello per il futuro?); Giorgio Sacerdoti (“Trent’anni dopo l’Intesa: un negoziato che ha portato alla pari dignità”).
Gli ebrei, con l’Intesa, hanno avuto la grande opportunità di veder applicati i principi fondanti del loro essere ebrei. All’interno del confronto di domenica ci si chiederà però se l’Intesa sia riuscita nel difficile compito di rispondere alle specialissime esigenze di tutela manifestate dalla realtà ebraica in ragione delle peculiarità che da sempre la caratterizzano – tutelando, nella sostanza, non solo quella che si configura come una vera e propria “libertà religiosa intesa in senso ebraico” ma anche la stessa complessa e stratificata identità ebraica, che non si risolve nel solo elemento religioso, rispettando allo stesso tempo, la parità e l’uguaglianza dei cittadini e delle confessioni.

(Nel disegno di Giorgio Albertini la firma dell’Intesa, il 27 febbraio del 1987, da parte della Presidente dell’allora Unione delle Comunità Israelitiche Italiane Tullia Zevi e del Presidente del Consiglio Bettino Craxi)

(1 dicembre 2017)