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Aldo Finzi, le note della Memoria

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“Fate eseguire la mia musica”.
Un rifugio clandestino a Torino, nella città ancora sotto occupazione nazifascista. L’ultima richiesta di un grande artista, cancellato dal regime per via della sua identità ebraica e da allora costretto a confrontarsi con prove durissime. Nel 1937, con la sua opera La serenata al vento, si apprestava a conquistare il teatro alla Scala. Ma le Leggi Razziste, di poco successive, gli impedirono il meritato successo. Fu solo l’inizio di un inferno personale, conclusosi nel febbraio del ’45 con la morte.
A 72 anni dalla scomparsa le musiche del compositore milanese Aldo Finzi hanno conquistato il più prestigioso dei palcoscenici: Carnegie Hall a New York, dove un concerto diretto da Alessandro Calcagnile (con al pianoforte l’italiana Simonetta Heger) ha portato all’attenzione di qualificate orecchie il meglio della sua produzione. Un evento che segna il momento più alto della riscoperta in corso dell’opera di Finzi.
“Ero presente quel giorno, ricordo come fosse ieri il drammatico appello di papà. Il concerto di New York ha rappresentato, per tutta la famiglia, un’emozione indescrivibile ” racconta il figlio Bruno, 92 anni.
Proprio a Bruno è dedicata una delle opere più intense, scritta nei mesi durissimi della clandestinità: il “Salmo per coro e orchestra”, con cui si rivolge al Signore per ringraziarlo di aver salvato suo figlio e lui stesso da un precedente fermo da parte delle SS.
Screen Shot 2017-12-27 at 12.33.55Pur messo ai margini, si commuove Bruno, anche dopo la promulgazione delle Leggi Razziste la vena creativa del padre non si arrestò: nel 1939 scrisse ad esempio un poema sinfonico, cui successivamente fu dato il titolo “Come all’ultimo suo ciascun artista”; nel 1940 compose invece “Danza”, concerto per due pianoforti, sassofoni e orchestra; nel 1942 “Shylock”, opera drammatica di denuncia delle persecuzioni subite dal popolo ebraico in quegli anni.
Tra le iniziative più importanti legate alla sua riscoperta le molteplici attività organizzate a Vercelli, su iniziativa della presidente della Comunità ebraica Rossella Bottini Treves e della Heger. Concerti in sinagoga, l’inaugurazione di una mostra dedicata alla musica perseguitata, l’istituzione di un fondo documentario dedicato a Finzi presso il locale conservatorio.

(Nell’immagine in alto un momento del concerto, in basso Aldo Finzi con il figlio Bruno)

(27 dicembre 2017)