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“Lo sport difenda i valori”

IMG-20180129-WA0022-2La lotta all’odio passa necessariamente dall’educazione, dalla cultura, dalla trasmissione di valori forti attraverso diversi canali. Non ultimo il mondo dello sport, con i suoi campioni chiamati ad assumersi una responsabilità pubblica in tal senso. Questo il tema del panel “Responsibility: the role of educators and sports”, moderato dal giornalista dell’Ansa Stefano Polli.
Tra i protagonisti l’ex podista Shaul Ladany, sopravvissuto alla Shoah e all’attentato palestinese ai Giochi di Monaco del ’72, che appena 24 ore prima aveva marciato per una Memoria consapevole in occasione della Run for Mem bolognese. “È impressionante che, a oltre 70 anni della Shoah, si debba ancora parlare di antisemitismo. Ma è importante essere qua oggi, per studiare insieme strategie e iniziative per contrastarlo” ha sottolineato Ladany. “Lo sport – ha affermato – puà fare molto”. Sulla stessa lunghezza d’onda l’ex calciatore Andrea Balzaretti, che nell’occasione ha ricordato l’emozionante visita ad Auschwitz-Birkenau insieme alla Nazionale guidata da Cesare Prandelli in occasione degli Europei del 2012 in Polonia e Ucraina. “Una visita – le sue parole – che ha cambiato la mia prospettiva sulla vita e che porterò sempre con me”. Un drammatico epilogo cui scamparono alcuni ebrei perseguitati, aiutati dal grande ciclista fiorentino Gino Bartali. “È una Memoria che cerco di portare avanti costantemente, con tutta me stessa. L’esempio di mio nonno, la sua storia e il suo coraggio – racconta la nipote Gioia – sono oggi fonte di ispirazione per tanti, soprattutto i ragazzi”.
La sfida e le prospettive del Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara nella relazione della sua direttrice Simonetta Della Seta, incentrata in particolare sull’apporto culturale di questa realtà. “Il nostro – afferma Della Seta – è un lavoro basato sulla responsabilità. La responsabilità anche di far conoscere questa identità radicata nel territorio e nella storia a un pubblico vasto”.
Ad intervenire tra gli altri anche Charles Small, direttore dello Institute for the Study of Global Antisemitism and Policy, che ha ricordato quanto sia ancora oggi forte la minaccia antisemita; il rav Meni Even Israel, direttore esecutivo dello Steinsaltz Center; Robert Williams dello U.S. Holocaust Memorial Museum of Washington; Alina Bricman, presidentessa della European Union of Jewish Students; il segretario del Centro Islamico d’Italia Abdellah Redouane.