“Lelletto, non ti dimentichiamo”

IMG-20180202-WA0001L’emozione è tutta negli occhi di Romolo, il figlio, dei fratelli, della famiglia.
Una serata carica di significato quella che si è svolta ieri a Roma, nella sede degli Asili infantili israelitici, per ricordare Leone Efrati. Vittima della Shoah, fu uno dei più grandi pugili della sua epoca. I primi significativi successi, poi le Leggi razziste del 1938 lo costringono a lasciare l’Italia per gli Stati Uniti. Ma la nostalgia di casa, appena pochi mesi dopo, è troppo forte. E così “Lelletto”, come era conosciuto da tutti, torna a Roma. Una scelta che, al tempo delle persecuzioni, gli risulterà fatale. Fino alla deportazione, nel maggio del ’44; fino ai combattimenti massacranti cui gli aguzzini lo sottopongono nel lager; fino alla morte.
“L’ultimo round”, la serata organizzata dalla Comunità ebraica – Assessorato alla Cultura e ASCER e Assessorato ai Giovani in collaborazione con la Federazione Pugilistica Italiana, la Fondazione Museo della Shoah, l’Unione Giovani Ebrei d’Italia e gli Asili, è stata l’occasione per ascoltare tra le altre la testimonianza inedita di Romolo, che all’età di 6 anni fu arrestato insieme al padre e riuscì a buttarsi – grazie all’aiuto di Pacifico Di Consiglio, il “Moretto” – dal camion tedesco che da Regina Coeli lo portava a Fossoli.
“In ricordo del pugile romano Leone Efrati, nato a Roma il 24 maggio 1915, arrestato il 7 maggio 1944, deportato ad Auschwitz e poi a Ebensee dove fu ucciso il 17 aprile 1945. Alla sua carriera sportiva fu posto termine dalle leggi razziali, la sua vita fu stroncata dalla barbarie nazifascista” si legge nella targa donata dalla Federazione Pugilistica alla Comunità ebraica romana. Guantoni, scarpini e casco protettivo del pugile, ritrovati recentemente alla palestra Audace e donati alla Fondazione Museo della Shoah, saranno invece presto esposti alla Casina dei Vallati.
Ad aprire la serata i saluti della presidente della Comunità ebraica Ruth Dureghello, il vicepresidente vicario della Federazione Pugilistica Flavio D’Ambrosi e il presidente della Fondazione Museo della Shoah Mario Venezia. Ad intervenire inoltre, tra gli altri, David Bondì Nahum, Claudio De Camillis, Romolo Efrati, rav Alberto Funaro, Amedeo Osti Guerrazzi, moderati da Stefano Petrucci.
La serata era inquadrata tra gli eventi di “Memoria genera futuro”, programma di appuntamenti coordinato da Roma Capitale in occasione del Giorno della Memoria.

(2 febbraio 2018)

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