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Gerusalemme, chiese e tasse
Israele fa un passo indietro

rassegnaA Gerusalemme il Santo Sepolcro riapre stamattina. Lo hanno deciso i capi delle Chiese cristiane dopo l’intervento del premier israeliano Benjamin Netanyahu che ha portato a cancellare le tasse del Comune di Gerusalemme e al congelamento della legge sugli espropri. “Una marcia indietro su tutta la linea – scrive Avvenire – quella del governo israeliano e del Comune di Gerusalemme, che hanno deciso di rinunciare sia all’arnona, la tassa comunale sui beni immobili, sia alla legge sugli espropri dei terreni delle Chiese”. Netanyahu “ha anche annunciato l’avvio di una commissione di dialogo con le Chiese per risolvere la faccenda dei terreni dati in leasing dalla Chiesa ortodossa ad alcune società di costruzione israeliane. Terreni che rientreranno in pieno possesso dell’istituzione ecclesiali quando il leasing di 99 anni sarà terminato (ovvero tra 50 anni)”.

Salvini apre ai neofascisti di CasaPound. “Con CasaPound parlo se entrano in Parlamento”, così il leader della Lega Nord Matteo Salvini risponde a La Stampa su possibili contatti con il movimento neofascista di CasaPound. Al Tempo, sempre Salvini rivendica poi il suo giuramento sul Vangelo: “Noi fortunatamente abbiamo radici cristiane e queste voglio difendere al governo”. Per il leader della Lega poi l’esempio è l’Austria dove al potere, insieme al Premier conservatore Kurtz, c’è l’estrema destra di Strache. Estrema destra che Salvini definisce “identitari” e che “sono nostri alleati”. Degli “identitari” austriaci parla intanto Repubblica: negli ultimi mesi i movimenti giovanili del partito di Strache si sono distinti per aver cantato canzoni neonaziste e invocato lo sterminio degli ebrei.

Dalla Corea del Nord le armi chimiche di Assad. La denuncia in un rapporto finora inedito delle Nazioni Unite: gli ispettori incaricati di verificare il rispetto dell’embargo verso Assad indicano proprio il governo di Kim come provenienza di “pannelli, termometri e valvole resistenti all’acido”. Nel report, spiega Repubblica, “si possono leggere in dettaglio anche i rapporti militari che Corea del Nord e Siria intrattengono da parecchi decenni a questa parte. Durante le guerre arabo-israeliane degli anni Sessanta e Settanta, per esempio, piloti nordcoreani volarono in missioni militari con l’aeronautica siriana. In seguito, tecnici nordcoreani avrebbero aiutato”.

Cremonese, un tifoso speciale. Corriere della Sera e Gazzetta raccontano la storia Sidney Zoltak, 86 anni. “Ebreo polacco nato a Siemiatycze, 15mila anime nel voivodato della Podlachia, il giovane Sidney scampa alla Shoah quando il padre nel 1942 taglia il recinto del ghetto e fugge coi suoi cari. Sopravvivono nei boschi, trovano rifugio in una casa” e poi arriva in Italia. “Giunsi a Cremona nell’estate del 1945, dopo avere passato il Tarvisio, Mestre, Padova e Bologna. Al Dp Camp It 82 c’erano 1200 ebrei. Era in via Bissolati, pieno centro ed era raro che i campi profughi non fossero in periferia. Mi mandarono a Sciesopoli, la casa per orfani ebrei di Selvino, Bergamo. Quando mio padre morì d’infarto, a fine 1945, volli però tornare da mia mamma, a Cremona”. In quegli anni il giovane Zoltak, che oggi vive in Canada e che in questi giorni è venuto in visita in Italia, ha coltivato la passione calcistica per la Cremonese: “La passione per la Cremonese. Chiedevo a mia madre, che lavorava in una cucina del campo, i soldi per andare al cinema ma, in realtà, li spendevo per recarmi durante la libera uscita allo stadio con i miei amici. E lì che per la prima volta ho visto fare una rovesciata. Una domenica abbiamo persino noleggiato un pullman per una trasferta a Prato”.

A Teatro, con Heidegger e la Arendt. Al Mercadante di Napoli in scena un testo della scrittrice ebrea tedesca Savyon Liebrecht sulla storia fra il filosofo Martin Heidegger e la sua allieva Hannah Arendt. Al centro della vicenda la complessa relazione amorosa e intellettuale fra i due, racconta il Corriere del Mezzogiorno Campania. “Ci sono voluti dieci anni – afferma l’autrice – per vedere la mia pièce in scena in Israele, viste le tante critiche di Hannah alle scelte dei dirigenti ebrei ai tempi della Shoah. Ma quello che più mi ha intrigato è evidenziare la relazione sbilanciata fra gli ebrei tedeschi e la cultura germanica, di cui si sentono portatori, qui simboleggiata dall’amore a due misure fra il filosofo e la sua allieva”.

Daniel Reichel
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