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Talmud, il confronto in ateneo

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Un nuovo incontro dedicato a Berakhòt, il secondo volume realizzato dal Progetto di Traduzione Talmud Babilonese. A proporre un approfondimento nei locali dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata (Macroarea di Lettere e Filosofia) è stato quest’oggi il Centro Romano di Studi sull’Ebraismo.
L’iniziativa, partecipata da numerosi studenti e docenti, si è aperta con i saluti del rettore Giuseppe Novelli, del direttore generale del Cnr Giambattista Brignone, della delegata del rettore alle iniziative culturali Marina Formica, del capo dipartimento del Miur Marco Mancini, della presidente della Comunità ebraica romana Ruth Dureghello e della direttrice del progetto di traduzione Clelia Piperno.
Ad intervenire sono stati poi il rav Riccardo Di Segni, che del progetto è presidente, con un intervento intitolato “Che cos’è il Talmud”, nel quale è stato introdotto il concetto di Torah orale, Paolo Poccetti con “Il Talmud: un modello eccezionale di traduzione di un testo eccezionale”, Myriam Silvera con “Alcuni passi di Berakhòt nella storia e nella cultura ebraica”, con un riferimento alle vicende che portarono al rogo del Talmud a Parigi nel Duecento, e rav Gianfranco Di Segni, che del secondo volume è il curatore, con “Scuola numero chiuso? Una pagina del Talmud Berakhòt” focalizzato sulle vicende interne alla scuola di rabban Gamaliel.
Hanno inoltre partecipato al confronto Franco Salvatori, direttore del dipartimento di Storia, Patrimonio culturale, Formazione e Società dell’ateneo, il direttore del Dipartimento Beni e Attività Culturali della Comunità ebraica Claudio Procaccia e la direttrice del Centro Romano di Studi sull’Ebraismo Lucia Ceci.
Ha detto la professoressa Silvera a proposito del rogo parigino, tra le testimonianze più inquietanti di quell’epoca: “Come ha osservato Judah Rosenthal, se prima era possibile additare i testi degli ebrei per provare ai non credenti la verità della religione cristiana, con la letteratura rabbinica è lo stesso valore della testimonianza a venir meno, poiché la si ritrova confusa con fantasie ed elucubrazioni che non restituirebbero più la purezza del testo biblico”.

(16 aprile 2018)