La Camera ha respinto la legge per combattere l’omofobia, che avrebbe introdotto nel Codice penale italiano un aggravamento di pena per gli autori di violenza nei confronti di una persona a causa del suo orientamento sessuale. Con 293 favorevoli, 250 contrari e 18 astenuti, tra cui il ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna, sono state accolte le pregiudiziali di incostituzionalità sul testo presentato in Parlamento, che a parere della maggioranza dell’Aula avrebbe dunque creato una situazione privilegiata rispetto alle vittime di analoghi reati non omosessuali, violando il principio di uguaglianza. Sul tema è intervenuto il presidente della Comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici “Non possiamo rimanere indifferenti e vedo una preoccupante incapacità di comprendere che su alcuni temi ci vogliono più garanzie – ha dichiarato Pacifici alla testata della Comunità romana Shalom – In generale l’Italia è in ritardo nell’accogliere diverse direttive europee che si prefiggono di difendere le minoranze, cioè gruppi culturali, linguistici, religiosi o sociali, dalla violenza o dall’istigazione all’odio, pratica diffusa in Europa soprattutto da gruppi dell’estrema destra. Credo quindi che sia giusto configurare il reato di omofobia, o l’aggravante omofoba, quando la violenza trovi la sua ragione nelle ideologie che disprezzano la diversità dei comportamenti e delle scelte personali. D’altra parte il legislatore ha da tempo introdotto nella normativa italiana lo specifico caso del reato di istigazione all’odio razziale e all’antisemitismo che sono state pensate a maggior tutela della minoranza ebraica. Credo quindi che il Parlamento dovrebbe esprimere una stessa sensibilità e tutela per le diversità sessuali”.