La sua voce mescola jazz, rock americano e suggestioni mediorientali. La sua musica ha abbattuto barriere culturali e religiose diventando, negli ultimi anni, strumento di pace e di riavvicinamento tra i popoli: è la magia di Noa, regina della world music, che presenta per l’anteprima del Napoli Teatro Festival Italia che apre questa sera i battenti il suo nuovo disco, interamente dedicato alla musica napoletana, intitolato Noapolis. Ad accompagnarla sul palcoscenico del Massimo napoletano il Solis String Quartet e il chitarrista Gild Dor. Il concerto della cantante israeliana è solo il preludio di un grande appuntamento di cultura che porterà nelle prossime settimane sulla scena del Napoli teatro festival il meglio della danza contemporanea israeliana.
Il giornale dell’ebraismo italiano pagine Ebraiche, presente a Napoli con una distribuzione straordinaria, dedica nel suo numero di giugno, attualmente in distribuzione, il dossier Passo di danza alla grande stagione del ballo contemporaneo in Israele e alla tradizione ebraica della danza.
La nota d’apertura la darà Noa con un’attesissima prova al San Carlo (Noapolis) in sintonia con il calore partenopeo. Poi si apriranno davvero le danze. A guardare la programmazione culturale dei prossimi mesi, prestando attenzione a tutto il territorio nazionale, ci si potrebbe chiedere cosa stia succedendo ai curatori dei festival italiani. Si sa che da ormai qualche tempo gli ebrei sono di moda, ma che questo sia arrivato a condizionare la programmazione dei maggiori festival di danza contemporanea in Italia non sembra possibile. Eppure a partire dal Dana Ruttenberg Dance Group, che – è davvero il caso di dirlo – ha aperto le danze, quest’anno sembra che la scena contemporanea israeliana sia un must. Il Bassano Opera Festival ospita ben quattro compagnie per spettacoli e workshop, nell’arco di tempo che va da maggio a settembre. Interplay, a Torino a maggio, ha presentato l’ultima creazione di Yasmeen Gorde, quello Storm End Come in cui i performer si imbarcano in un viaggio che li conduce a un atmosfera instabile e impregnata di paura di non esistere. Sempre per Interplay anche lo spettacolo di Yuval Pick, Score, una prima nazionale, che attraverso archetipi in movimento esprime l’aspirazione a una realtà altra. A giugno il Napoli Teatro Festival Italia propone addirittura un Focus Danza israeliana che coinvolge tre compagnie: la Vertigo Dance Company, Kibbutz Contemporary Dance Company e il Dafi Dance Group. Luca De Fusco, direttore del festival dalla primavera del 2011, racconta come Israele sia una vecchia passione ma che si è innamorato della danza contemporanea israeliana recentemente, quando è stato invitato a una iniziativa del ministero della Cultura israeliano, vetrina che propone per cinque giorni di seguito uno spettacolo ogni ora, in visione riservata ai professionisti, direttori di festival, giornalisti, produttori. “In Italia, paese in cui gli artisti dovrebbero essere sereni, la danza contemporanea sta morendo, mentre in Israele si percepisce una enorme vitalità, gli scontri e le tensioni non hanno impedito l’esplodere di una creatività coreografica che è effettivamente molto richiesta e apprezzata in Europa”. L’altra cosa che sottolinea Luca De Fusco è come “in Israele le spese per la cultura non siano considerate superflue, si aprono sale polifunzionali nel deserto, non si sceglie se finanziare un ospedale o la cultura, si finanziano entrambi, questa dovrebbe essere una grande lezione per i paesi europei, e per l’Italia in particolare”. Oltre al Focus sulla danza contemporanea israeliana al Napoli Teatro Festival Italia è presente anche un Focus Nuova scena Argentina, che si contraddistingue per la scelta di spettacoli innovativi sia in ambito drammaturgico che registico e il direttore del festival sottolinea come, con una realizzazione a posteriori non progettata prima di invitarli, i due focus speciali abbiamo un collegamento, anche se non troppo evidente: “Entrambi portano a Napoli l’esperienza di paesi che, pur essendo extraeuropei hanno una cultura molto vicina a quella europea e, in qualche strano modo, hanno qualcosa in comune.” La scelta delle compagnie israeliane, poi, ha avuto motivazioni diverse. Nel caso di Dafi Dance Group, Luca De Fusco ammette di essere stato commosso da un piccolo frammento proposto dalla giovane coreografa e di averle proposto di produrre uno spettacolo. Dafi Altabeb, coreografa, danzatrice e musicista, una delle più interessanti artiste emergenti di Israele, è rimasta talmente sorpresa dalla richiesta andare a cercarlo in albergo, il giorno dopo, per essere sicura di non aver capito male… Il risultato è Sensitivity to heat, produzione della Fondazione Campania dei Festival su commissione del Napoli Teatro Festival Italia, in anteprima mondiale, costruita sulle arie delle più importanti opere italiane. Dopo il Napoli Teatro Festival la danza contemporanea israeliana sarà ancora presente a Torino e Lecce in luglio, per chiudere poi a novembre con l’attesissimo arrivo in Italia di Ohed Naharin e della sua Batsheva Dance Company, che porterà ai festival Roma- Europa e poi a Torinodanza due dei suoi spettacoli: Deca-dance e Sadeh 21.
Ada Treves – twitter @atrevesmoked, Pagine Ebraiche, giugno 2012