Pubblicità e banalizzazioni

“Desideriamo precisare che quanto accaduto, sicuramente spiacevole, è avvenuto in totale buonafede. In ogni caso, consapevoli della mancanza, Le segnaliamo che, anche grazie alla Sua indicazione, abbiamo già provveduto alla sostituzione dello spot con una nuova versione che ci consente di continuare la nostra campagna di comunicazione senza che alcuno possa fare riferimento a un grande autore della letteratura italiana e, soprattutto, alla pagina storica più tragica del secolo scorso”. Così la casa tedesca produttrice di caldaie Vaillant si è scusata per i suoi spot televisivi, che in questi giorni hanno cominciato ad andare in onda sulla Rai, rispondendo alle voci che si sono alzate per protestare contro l’utilizzo, nelle pubblicità, delle parole di Primo Levi, “Voi che vivete sicuri/ nelle vostre tiepide case” incipit della poesia con cui si apre il libro Se questo è un uomo. A riportare, attraverso i canali dei social network legati al gruppo Binah (che esprime diversi consiglieri dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane), la lettera personalmente ricevuta dalla ditta in risposta alla protesta (sollevata stamattina anche da Ernesto Ferrero sul quotidiano la Stampa) è stata Grazia Di Veroli, iscritta nella Comunità ebraica e attiva nell’Aned di Roma. A firmare il messaggio Marco Basla, Communication Manager del Vaillant Group.

(11 ottobre 2013)

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