L’ambasciatore Gilon e le illusioni sull’Iran

rassegnaIl pericolo iraniano e la questione palestinese. Questi i temi al centro dell’intervista del Corriere della Sera all’ambasciatore di Israele in Italia Naor Gilon. Nel giorno in cui Israele si appresta a festeggiare l’anniversario della sua nascita, Gilon porta l’attenzione sulle preoccupazioni di Gerusalemme per l’atteggiamento dell’Occidente rispetto all’Iran e sui negoziati per il disarmo nucleare. E in particolare, l’ambasciatore si rivolge all’Italia che “non deve farsi troppe illusioni con l’Iran”. “Un giorno – continua Gilon, intervistato dal giornalista Paolo Valentino – quando le sanzioni verranno tolte, gli iraniani non ragioneranno in modo sentimentale, tenendo a mente chi per primo aveva riaperto il dialogo. Sceglieranno i loro partner commerciali in modo geo-strategico, pensando a dove intendono acquistare potere negoziale, America, Cina, Russia e guardando ai nuovi equilibri del mondo, con l’ambizione di essere superpotenza regionale e forse qualcosa in più”. Un invito a non prestare il fianco a sorrisi di facciata ma a tenere salda la posizione, senza allentare le sanzioni nei confronti di Teheran. Delusione, invece, quella che emerge dalle parole di Gilon rispetto all’atteggiamento dei palestinesi nelle trattative di pace. “Tutte le volte che ci avviciniamo a un accordo, loro fanno inversione a U”, afferma l’ambasciatore che sottolinea poi come Israele non rimarrà indifferente di fronte alla decisione di Abu Mazen, leader dell’Autorità nazionale palestinese, di aprire a Hamas. “Penso che Israele reagirà”.

Nelle pagine milanesi del Corriere e del Giornale viene riportata la notizia di un furto di una placca d’argento e di un keter nella scuola della comunità ebraica di via Sally Mayer. La notizia è inesatta perché l’effrazione non è avvenuta nei locali della scuola bensì in un tempio nelle vicinanze. Gli oggetti, riporta il Corriere, “hanno un valore economico di qualche centinaio di euro, ma un forte valore simbolico. Gli investigatori, proprio per questo, non escluderebbero anche un movente religioso”.

Tornando in Israele, fanno discutere le dure parole del ministro della Difesa Moshe Yaalon che non ha usato mezzi termini per definire gli atti vandalici di esponenti della destra radicale israeliana. Sono “una forma di terrorismo” ha attaccato Yaalon perché mirano ad intimidire “sia la popolazione araba sia lo stesso governo israeliano”. “Le autorità – sottolinea il Messaggero, facendo riferimento alle parole di Yaalon – esigono dai leader politici e religiosi del movimento dei coloni che condannino il fenomeno con maggiore energia”. Sul quotidiano romano e sul Secolo XIX la notizia dell’iniziativa legislativa del premier israeliano Benjamin Netanyahu che vorrebbe sottoporre al parlamento una nuova Legge Fondamentale, nell’intento di ancorare meglio la definizione di Israele come “Stato nazionale del popolo ebraico”. Voci contrarie a questa proposta sono emerse all’interno dello stesso governo di Netanyahu.

In Belgio vietato un congresso di antisemiti a cui avrebbe dovuto partecipare anche il comico Dieudonné. Dopo la decisione del sindaco di Anderlecht (periferia di Bruxelles) di negare il permesso al raduno organizzato da gruppo di estrema destra guidato dal deputato Laurent Louis. “Louis e circa 500 suoi accoliti non hanno però rinunciato a radunarsi intonando slogan e ripetendo i gesti provocatori come la «quenelle» resa nota da Dieudonné” (La Stampa). La polizia, dopo ripetuti avvertimenti, è dovuta intervenire con in cannoni ad acqua per disperdere i manifestanti.

“Mai dimenticare Hitler ma il vostro Mussolini?”. Riflessione del giornalista tedesco Udo Gumpel sul Fatto Quotidiano sul diverso atteggiamento di Germania e Italia rispetto alle responsabilità storiche dello scorso secolo. “Quando i tedeschi vedono delle maschere della Merkel truccata da Hitler, non si scandalizzano. Sanno del proprio passato. Ma esiste forse un nipote di Hitler in Parlamento? Fiero di essere il nipote del Führer?”, scrive il giornalista.

“Con un bando dal valore di 8 milioni, la direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici dell’Emilia Romagna manda in gara i lavori di recupero delle ex carceri di Ferrara da destinare a sede del Museo nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah (Meis)”, lo riporta il Sole 24 ore, ricostruendo il progetto che vedrà nascere nella città estense il Meis.

“La Bibbia dall’acacia alla zizzania”, è il titolo dell’articolo di Francesca Nunberg sul Messaggero che racconta l’iniziativa di tre botanici italiani che hanno analizzato le 110 piante citate nella Bibbia.

La bellezza e il patrimonio artistico delle sinagoghe italiane negli scatti di Olimpia Ferrari. “Un racconto per immagini dagli acidi colori, che si può cogliere nei lavori esposti alla Ermanno Tedeschi Gallery nella personale Never to be found”, scrive La Stampa, in merito alla mostra della galleria torinese.

Daniel Reichel

(5 maggio 2014)

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