Qui Milano – Expo 2015. L’Italia di fronte agli sprechi

sprechiLavorare insieme per garantire la sostenibilità futura, del paese e del pianeta. Così nella nuova struttura dell’Expo Gate nel cuore di Milano, presentato il Rapporto 2014 sullo spreco domestico, elaborato dall’Osservatorio Waste Watcher/Knowledge for Expo attivato dall’istituto di ricerche Swg e da Last Minute Market, società spin off dell’Università di Bologna presieduta da Andra Segrè, Direttore del Dipartimento di Scienze e tecnologie agro-alimentari, intervenuto negli scorsi giorni al seminario Mercati e valori organizzato dalla redazione dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane in collaborazione con la Comunità di Firenze.
A svelare dati e tendenze, ma anche potenzialità e sfide intorno allo spreco, lo stesso Segrè, il presidente di Swg Maurizio Pessato e il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina (a portare il saluto di Expo, il direttore comunicazione e relazioni esterne della rassegna 2015 Roberto Arditti).
“La sensibilizzazione sul problema degli sprechi è strettamente legata al tema ‘Nutrire il pianeta’, filo conduttore di Expo. Agire sulla riduzione dello spreco rappresenta una premessa centrale per rendere più credibile anche gli impegni legati all’aumento della produzione” ha sottolineato Segrè. A emergere dal rapporto, da un lato, una certa attenzione dimostrata dagli italiani verso il problema, presente in oltre il 60 per cento della popolazione, dall’altro cifre che ben rendono la misura della potenzialità degli interventi: per ogni famiglia, ogni settimana finiscono nella spazzatura in media 630 grammi di cibo, pari a 6,5 euro, che su base annuale e nazionale equivalgono a oltre otto miliardi.
“Quello dello spreco oggi è un problema che non ci poniamo certo solo noi in Italia, ma su cui si lavora in tutto il mondo, in vari termini, chi concentrandosi più sulla filiera agroalimentare, chi puntando allo sviluppo delle nuove tecnologie. Per questo l’orizzonte di Expo assume un valore ancora maggiore” ha concluso Segrè.
A illustrare invece alcuni spunti più specifici emersi nel Rapporto, è stato Pessato. “Tra gli elementi su cui lavorare c’è senz’altro quello legato a scadenze ed etichette dei cibi. Se oltre l’80 per cento degli intervistati ha dimostrato un’attitudine a verificare effettivamente lo stato di conservazione del cibo prima di procedere a buttarlo via, ci sono questioni di poca chiarezza delle informazioni, tanto che la stessa Unione Europea sta lavorando sull’argomento”.
Tra i temi approfonditi anche packaging, tecnologie, abitudini, ma anche i fattori che influenzano l’attitudine verso gli sprechi (meno attenti i giovani, più attenti coloro che dimostrano particolare sensibilità verso le tematiche ambientali, non così influente la situazione economica, eccettuato il caso di coloro che si trovano sotto la soglia di povertà).
“Mi pare che da questo rapporto emergano elementi importanti non solo dal punto di vista dell’analisi ma anche come tracce di lavoro operativo – ha sottolineato il ministro Martina – Tutto questo si inquadra perfettamente nel piano nazionale di prevenzione dello spreco alimentare che stiamo portando avanti con il Ministero dell’Ambiente”. In campo anche il Ministero dell’Istruzione per portare programmi educativi sul tema alle nuove generazioni.
“Anche in questo ambito abbiamo la possibilità di offrire un Expo straordinario, che sappia offrire una riflessione a livello sistemico”.

Rossella Tercatin twitter @rtercatinmoked

(7 luglio 2014)

I nostri siti