“Alcuni dei miei colleghi condannano violentemente Israele per quello che chiamano una ‘pulizia etnica di massa’. Sono persone con cui i miei colleghi di Charlie Hebdo non avrebbero mai legato. Un’amalgama che è l’espressione dell’ossessione anti-israeliana che maschera il nuovo antisemitismo ‘che cresce come la muffa in Francia e altrove in Europa’. È patetico vedere come l’estrema sinistra competa qui con l’estrema destra”. Sceglie di riproporre le forti parole del vignettista Michel Kichka al festival del fumetto di Angouleme Guido Vitale, coordinatore dei dipartimenti Informazione e Cultura dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane nel suo editoriale It Happened Tomorrow che appare sull’edizione internazionale di Pagine Ebraiche di questa settimana.
Un richiamo ai pericoli del nostro tempo e a ciò che il passato deve insegnare è arrivato anche dal nuovo presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella, che come primo atto dopo la nomina ha scelto di visitare le Fosse Ardeatine. A Mattarella sono andati l’apprezzamento e l’augurio di buon lavoro da parte degli ebrei italiani espressi in una nota del presidente dell’Unoone Renzo Gattegna.
Qual è il rapporto della società italiana con la Memoria della Shoah e il Giorno a essa dedicato? Questi interrogativi sono al centro di uno studio condotto da SWG Lab con la collaborazione della redazione di Pagine Ebraiche, i cui risultati sono presentati anche al pubblico internazionale, che ha la possibilità di leggere anche a proposito della mostra “La fine dell’orrore” che racconta la liberazione dei lager al Vittoriano di Roma.
Eppure la vita ebraica in Europa è molto più che la lotta contro l’antisemitismo come ricorda un editoriale pubblicato dal Jerusalem Post.
Per gli appuntamenti fissi della pagina internazionale del giornale dell’ebraismo italiano, nella sezione Bechol Lashon, questa settimana in lingua spagnola, Francesco Moises Bassano riflette sui canti dedicati all’esilio che hanno accompagnato la storia degli ebrei della Diaspora, mentre il professore di Bar Ilan Yaakov Mascetti sottolinea come lo studio della letteratura e l’abitudine all’interpretazione dei testi rappresenti la chiave per andare oltre sorde ideologie e imparare a rispettare le posizioni altrui, dalla lettura di Shakespeare a quella della Torah.
Infine è “commerciale” la parola italiana della settimana, rilevante sia pure in modo diverso, nella vita ebraica della penisola nei secoli passati come oggi.
Rossella Tercatin
(2 febbraio 2015)