Grande evidenza sui quotidiani per le perplessità suscitate dal film agiografico su Pio XII e gli ebrei – Sfumature di verità – presentato ieri in Vaticano in anteprima mondiale. Il Corriere della sera, tra gli altri, riporta la stroncatura di Pagine Ebraiche. “Vicende drammatiche che hanno segnato indelebilmente i destini di milioni di persone sono degradate alla stregua di una goffa soap opera di dubbia qualità, infarcita di luoghi comuni e di fattoidi che non spostano di un capello quanto era già noto”, si legge nel corsivo apparso ieri sul notiziario quotidiano Pagine Ebraiche 24 e riproposto oggi dal Corriere insieme alla storica bocciatura dell’Osservatore Romano. “Quando i metri produttivi e artistici non sono all’altezza di un compito di tale spessore – sottolinea il quotidiano della Santa Sede – allora è meglio rinunciare”. Il Corriere riporta anche le considerazioni rilasciate al giornale dell’ebraismo italiano dalla storica Anna Foa secondo cui “l’immaginazione della gente di spettacolo sarebbe più prudente metterla da un canto”.
Il Messaggero, evidenziando la doppia stroncatura, ricorda come già nel 2010 il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni definì la fiction di Lux Vide su Pio XII “una patacca a fini propagandistici”.
C’è grande attesa per l’intervento del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu al Congresso degli Stati Uniti e per le ricadute che le sue considerazioni potranno avere nel rapporto (sempre più teso) tra i due governi. Parlando ieri alla conferenza annuale dell’Aipac, Netanyahu ha sottolineato – una nuova volta – il pericolo rappresentato dalle mire nucleari di Teheran: “Di fronte all’Iran che minaccia la sicurezza di Israele ho l’obbligo morale di alzare la voce. Per duemila anni gli ebrei sono stati senza potere, non succederà mai più” (Repubblica, tra gli altri).
Sui giornali tiene ancora banco l’uccisione di Boris Nemtsov, il leader dell’opposizione russa ucciso venerdì a Mosca. “Sua madre era ebrea – scrive il Foglio – ma Boris Nemtsov era stato battezzato da suo nonno russo ortodosso. Era un amico di Israele, prendeva parte alle conferenze organizzate dal Centro Simon Wiesenthal e la campagna interna per deleggittimarlo ha preso qualche volta le sembianze dell’antisemitismo, verrebbe da dire strisciante, ma mica tanto”.
Gioca irresponsabilmente su timori e fraintendimenti il Messaggero che, nelle sue pagine di cronaca, specula e lavora di fantasia per un allarme bomba scattato sul Lungotevere Sanzio per il rinvenimento di un’auto rubata. “Una sospetta auto bomba davanti alla sede dell’UCEI” titola il quotidiano romano infarcendo la cronaca dell’accaduto di svarioni ed elementi contraddittori. L’auto viene infatti collocata davanti alla sede dell’UCEI e poi, in un secondo passaggio, nei pressi di un altro edificio distante centinaia di metri. La cronista, evidentemente poco pratica della zona, e con grande superficialità, non trova di meglio che collocare poi la sede dell’Unione sulla sponda sbagliata del Tevere.
“Forse il ladro non era un ladro qualsiasi, e la Yaris è stata lasciata apposta per controllare i tempi di intervento delle forze dell’ordine” scrive infine l’arguta collega.
L’ex segretario del Partito Democratico Walter Veltroni ha visitato ieri il Museo ebraico di Bologna e la mostra “A lezione di razzismo” inaugurata per il Giorno della Memoria. Ad accompagnare Veltroni, riporta la stampa locale, c’erano la direttrice del museo Vincenza Maugeri e il consigliere della Fondazione Meb Angelo Varni.
Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked
(3 marzo 2015)