Trieste – La Memoria sul web

20151217_124316Nel corso della formazione per insegnanti “Prima, durante e dopo la Shoah: un percorso di didattica della storia”, che si sta tenendo a Trieste, nella sessione serale di ieri due sono stati i laboratori e hanno trattato rispettivamente “La musica nei campi di concentramento” (formatore Davide Casali) e “La memoria della Shoah al tempo di internet: il caso di Trieste” (formatore Tullia Catalan). Davide Casali da tempo segue questo aspetto dell’universo concentrazionario e, in questa sede, ha voluto proporre una carrellata sulla presenza della musica nei ghetti e nei campi di concentramento e di sterminio nazisti, con particolare attenzione alla situazione di Auschwitz, Dachau, Mauthausen e Theresienstadt. Tullia Catalan ha invece dato indicazioni molto pratiche e specifiche sui principali siti internet che si occupano dell’argomento (come riportato oltre), senza tralasciare l’importanza, per i docenti, di essere ben consapevoli della propria responsabilità nei confronti dei propri allievi quando si usa assieme a loro questo strumento, soprattutto quando vengono trattati argomenti come questo. Ha infine consigliato di far riferimento ai triestini che hanno voluto offrire la propria testimonianza nell’ambito delle interviste raccolte e messe a disposizione dalla Shoah Foundation (https://sfi.usc.edu).
La mattinata di oggi è stata dedicata invece a due argomenti molto articolati e complessi ed entrambi hanno aperto un interessante dibattito: Tristano Matta, storico, docente e presidente dell’Istituto Livio Saranz di Trieste ha offerto un’esauriente panoramica del “Negazionismo”, dando moltissime informazioni sulle posizioni fondamentali usate da chi intende “negare la realtà storica sostituendola con una specifica narrazione per farle assumere nel tempo lo status di corrente storiografica alternativa a quella maggioritaria”, per dotarla così di pari dignità. A seguire, rav Ariel Haddad ha trattato in modo chiaro e preciso la “Teologia della Shoah” focalizzandosi soprattutto sull’interrogativo: che tipo di vita e società ebraiche si possano vedere dopo la Shoah? Partendo da un inquadramento generale, ha offerto numerose possibili risposte e indicato la posizione di numerosi rabbini, teologi e filosofi sia ortodossi che riformati.
Il pomeriggio sta vedendo la realizzazione degli ultimi due laboratori: la prof. Crisitna Roggi parlerà di “Didattiche della Shoah: indicazioni metodologiche e lavoro sulle fonti d’archivio del Museo Ebraico di Trieste”, mentre rav Ariel Haddad proseguirà il lavoro iniziato questa mattina dando strumenti pratici con: “La teologia della Shoah spiegata attraverso un gioco di ruolo”.
La giornata proseguirà con un dibattito finale alla presenza dell’assessore della Comunità ebraica di Trieste, Mauro Tabor con il quale si concluderanno gli intensi lavori di queste tre giornate.
La partecipazione dei presenti è stata attiva lungo tutto il percorso, dando grandemente ragione agli organizzatori e dimostrando che non bisogna temere di affrontare temi così densi. Ci deve essere una grande attenzione sulle modalità di costruzione di un simile progetto e sulla scelta dei relatori che devono essere particolarmente preparati. Si tratta ora di coltivare con attenzione quanto seminato in queste ore perché possa rivelarsi un continuo spunto di riflessione per chi quest’anno c’era ed essere da stimolo per la partecipazione di ancora tanti altri per le formazioni che, si spera, possano proseguire con altre edizioni.

Paola Pini

(17 dicembre 2015)

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