La sceneggiata della distribuzione in edicola del Mein Kampf di Adolf Hitler ha rappresentato una bella occasione per chiarirsi le idee. Gli amici veri da ringraziare sono tanti: quelli che hanno capito come questa squallida e arrischiata operazione non avesse nulla a che vedere con un impegno serio a diffondere la conoscenza della storia.
Lo ha detto chiaro il presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna, lo hanno ripreso le massime autorità italiane, a cominciare dal presidente del Consiglio e dalla presidente della Camera, lo ha capito bene tanta stampa onesta in Italia, in Israele e nel mondo intero.
In Germania quest’opera fondamentale per comprendere gli orrori del Novecento è arrivata nelle librerie specializzate in un’edizione poderosa, due volumi commentati dai massimi esperti del mondo accademico e corredati da molte migliaia di note e di apparati esplicativi. Quattro curatori e tutta l’autorevolezza dello staff dell’Istituto di Studi storici di Monaco e di Berlino, 2000 pagine, 60 euro il prezzo di copertina, ma là dove la tiratura risulta esaurita si sono registrate sul mercato quotazioni che sfiorano i 200 euro. Da noi, pur di far sensazione, si sono volute inondare le edicole per mettere nelle case di migliaia di italiani ignari, con un’offerta paghi uno e prendi tre, la ristampa della vecchia edizione italiana imposta nel 1934 da Mussolini anteponendovi la foglia di fico di qualche paginetta di attualizzazione. E il motivo, al di là delle miserie commerciali di un giornale in crisi, era ben chiaro: serviva l’utilizzo di quella versione non solo perché mancano gli investimenti, ma perché il traduttore utilizzato dall’editore di allora era un ebreo italiano e questo poteva aggiungere morbosità alla morbosità.
Da allora si è visto di tutto. Chi ha capito. Chi non ha capito. Chi ha fatto finta di non capire. Chi ha taciuto. E chi ha rosicato in silenzio.
E i grandi agitatori, sempre pronti a dividere, sempre pronti a scatenare la bagarre con qualunque pretesto, in questo caso si sono fatti assai timidi e riservati.
gv
(14 giugno 2016)