Le parole del presidente dei rabbini italiani
“L’Ebraismo a un punto di svolta.
Noi rabbanim pronti per la sfida”

arbibA seguito della prima riunione del nuovo Consiglio dell’Assemblea Rabbinica Italiana (Ari), il presidente dell’Assemblea rav Alfonso Arbib, rabbino capo di Milano, ha inviato il seguente messaggio:
Riteniamo sia utile condividere alcuni punti che sono emersi dalla prima riunione del nuovo consiglio dell’Ari.
Siamo dell’idea che l’ebraismo italiano si trovi in un momento di svolta. La situazione delle comunità è in alcuni casi estremamente preoccupante e in altri profondamente contradditoria. Preoccupante la situazione di alcune piccole comunità che anche se spesso fanno sforzi straordinari per mantenere le attività ebraiche sono, per motivi demografici, a rischio di sopravvivenza, contradditoria è invece la situazione di Roma e Milano che, se da una parte vede uno sviluppo di molte attività ebraiche e la moltiplicazione dei battè knesset, dall’altra si assiste a una crescita dell’assimilazione.
Credo che tutti noi dobbiamo impegnarci in questo campo molto più di quanto abbiamo fatto in passato. Dovremmo svolgere un’opera costruttiva di autocritica e provare a intervenire. Per poterlo fare dovremmo analizzare la situazione, studiare eventuali soluzioni che sono state sperimentate da altre parti, elaborare dei progetti di intervento molto concreti senza dilungarci in interminabili discussioni.
Questi progetti potranno avere successo completo, parziale o non averlo affatto.
Ma credo che sia doveroso provarci.
Dice R. Tarfòn nei Pirkè Avòt: “Non spetta a te portare a termine l’opera e neppure sei libero di esentartene” (2, 16).
Il secondo elemento per cui è necessario fare scelte precise è la centralità dell’educazione ebraica. Le scuole e i talmudè Torà non sono soltanto gli elementi centrali di ogni comunità ma sono anche il punto di aggregazione da cui possono partire le altre attività. Dobbiamo fare ogni sforzo per rafforzare le nostre scuole e per sostenere l’educazione ebraica.
Ci sono molti altri ambiti che sono competenza dell’assemblea rabbinica in cui ci proponiamo di essere fortemente presenti.
Riteniamo però doveroso in questo nuovo inizio di mandato mettere l’accento sul problema drammatico dell’assimilazione. Dichiariamo fin d’ora di essere pronti a dare il nostro contributo e a collaborare ovviamente con il consiglio dell’Ucei ma anche con chiunque voglia dare una mano per affrontare questi problemi.
Che D. voglia far risiedere la shekhinà nell’opera delle nostre mani.

Rav Alfonso Arbib, presidente dell’Assemblea Rabbinica Italiana

(7 luglio 2016)

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