Gerusalemme, Yossi e Levana
vittime del terrore islamista

rassegnaProfondo cordoglio in Israele per le vittime dell’attentato terroristico che ieri ha colpito la Capitale, Gerusalemme. Yossi Kirma, agente di 29 anni, e Levana Malihi sono stati uccisi da un terrorista vicino a Hamas che a bordo della sua auto ha aperto il fuoco contro la folla intorno alle 10.30 del mattino, ora locale. Diversi quotidiani italiani ricostruiscono oggi la vicenda: La Stampa sottolinea come vi siano altri sei feriti e come l’attentatore, dopo un primo attacco contro la folla, sia stato inseguito da due agenti in motocicletta: “La moto ha affiancato l’auto per costringerla a fermarsi. C’è stato uno scambio di colpi a distanza ravvicinata. Un agente, il sergente maggiore Yosef Kirma, 29 anni, è stato raggiunto alla testa. La sua compagna è stata invece colpita alla gamba ma è riuscita a rispondere al fuoco e a uccidere l’assalitore”. Il Primo ministro Benjamin Netanyahu ha definito i due agenti eroi. Termine che marca la differenza con la propaganda d’odio palestinese, con Hamas che ha definito “eroe” il terrorista, il quale – scrive Repubblica – era noto alle autorità israeliane: “ieri si sarebbe dovuto presentare alle forze dell’ordine per scontare quattro mesi di detenzione amministrativa per incitamento alla violenza”. Ha invece scelto il terrore, rilanciando anche un video su internet, diffuso da Hamas, in cui invita i palestinesi a proseguire gli attacchi. Le autorità israeliane sono ora preoccupate per eventuali emulatori. Il Corriere intanto parla dell’editoriale del New York Times, pubblicato di recente, in cui il giornale invitava Obama a prendere misure contro il governo israeliana per la sua politica sugli insediamenti.

Ricordando il 9 ottobre 1982. Ieri a Roma diversi iniziative per ricordare l’attentato compiuto 34 anni fa da terroristi palestinesi al Tempio Maggiore di Roma, in cui fu assassinato il piccolo Stefano Gaj Taché (Corriere della Sera Roma). “Il bimbo ucciso a Roma e le nostre troppe ipocrisie” il titolo dell’editoriale di Pierluigi Battista che sul Corriere ricorda che, in merito al 9 ottobre, “la comunità nazionale non volle capire l’enormità di quel crimine. Non lo volle capire perché non poteva ammettere che chi chiedeva l’annichili-mento dello Stato di Israele e la cancellazione anche fisica degli ebrei che lo abitavano non avanzava una rivendicazione di indipendenza nazionale, ma dava corpo a un’ossessione antiebraica”.

Trump il sessista all’attacco di Clinton. Si è concluso nella notte italiana il secondo dibattito tra i candidati alla Casa Bianca, il repubblicano Donald Trump e la democratica Hillary Clinton, e, secondo i media d’oltreoceano, ha vinto la seconda. Un dibattito caratterizzato da violenti attacchi reciproci – i due sfidanti non si sono dati la mano all’inizio – e a cui si è arrivati sulla scia dello scandalo per le parole sessiste e vergognose pronunciate da Trump in un video del 2005, reso pubblico nelle scorse ore. Come scrive Repubblica, tanti repubblicani hanno scaricato Trump a causa del video – tra questi John McCain e Condoleezza Rice – ma il magnate ha risposto che non avrebbe mai lasciato la candidatura. “Scandalizzarsi ora è una cosa ridicola dopo tulle le frasi crudeli dette prima”, la denuncia della scrittrice Joyce Carol Oates, intervistata dal Corriere.

Jacob Neusner (1932 – 2016). “Aveva studiato attentamente i rapporti tra l’ebraismo e le altre religioni, prestando una particolare attenzione al dialogo con il cristianesimo”. Così il Corriere ricorda Jacob Neusner, teologo americano ebreo, scomparso all’età d 84 anni, che “aveva reso accessibili in inglese molti importanti testi rabbinici, con un lavoro instancabile che lo aveva portato ad essere autore o curatore di oltre 900 pubblicazioni”.

L’antisemitismo e l’Europa. Sull’inserto del Foglio, la denuncia di rav Pinchas Goldschmidt, presidente della Conferenza dei rabbini europei, che in un recente incontro al Parlamento europeo ha dichiarato che gli ebrei oggi hanno i piedi su due binari, “con i treni provenienti a velocità sempre crescente”. “Uno è il treno dell’islam radicale e del terrorismo islamico. L’altro è il treno dell’antisemitismo della vecchia Europa, l’estrema destra”. Ha poi aggiunto: “Entrambe le minacce sono minacce esistenziali per gli ebrei europei”.

Siria, il peso dei morti. Prendendo spunto da un editoriale di Max Fischer sul New York Times, Furio Colombo analizza sul Fatto Quotidiano la situazione siriana e spiega il senso della disumana violenza dei bombardamenti russi sulla popolazione siriana di Aleppo: la “ferocia distruttiva dei russi” è “un nuovo tipo, disumano ma efficace, di tamponamento dell’emorragia che avrebbe distrutto ed eliminato Assad. Max Fisher restituisce un senso e persino una ragione alla totale disumanità di Putin, come si riconosce a un chirurgo la sua bravura nonostante le conseguenze collaterali del suo intervento. II paziente (nel caso, Assad, che era stato ormai liquidato dal suo popolo) resta a capo della Siria. Gli serviva una montagna di morti per tornare a parlare da leader alle Nazioni Unite. Glielo hanno dato”.

Assisi e la partecipazione di Sumaya. Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha deciso che sarà la consigliera Sumaya Abdel Qader a rappresentare il Comune all’imminente marcia per la pace di Assisi. Il Giornale però attacca la decisione, ricordando le posizioni del Caim, di cui la Qader fa parte, contro Israele e le parole espresse dal marito della consigliera su Facebook contro lo Stato ebraico.

Daniel Reichel twitter @dreichelmoked

(10 ottobre 2016)

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