“Mediterraneo, la pace è possibile
soltanto con Israele in sicurezza”

“Mediterraneo, la pace è possibile <br> soltanto con Israele in sicurezza”

“Ci sentiamo inderogabilmente e senza alcun minimo cedimento impegnati a difendere e a incoraggiare la più strenua difesa delle nostre democrazie e delle nostre identità, del valore della diversità e della libera espressione, dei diritti della donna, delle fanciulle e dei più deboli, del più rigoroso rispetto della sicurezza e della lotta implacabile alla minaccia terroristica. E aggiungo doverosamente: il riconoscimento dello Stato di Israele assieme al suo diritto alla sicurezza e l’avvio di un processo di pace reale e voluto con il popolo palestinese”.
Lo ha affermato la Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni, intervenendo questa mattina al primo meeting internazionale ‘Per un mare di pace e di lavoro’ organizzato dalla Uil a Lampedusa con la partecipazione di leader sindacali e religiosi. In sala anche la Presidente della Comunità ebraica romana Ruth Dureghello.
Tra i momenti che hanno segnato la mattina la firma dell’Accordo di Lampedusa, documento comune in cui all’Unione Europea e ai paesi membri si chiede di far confluire risorse da destinare alla realizzazione di progetti idonei a creare lavoro in quelle zone prostrate dall’indigenza, dalla povertà e dalla guerra. Tra i firmatari dell’accordo anche rappresentanti dei lavoratori israeliani e palestinesi.
“Questo mare che circonda ogni giorno le nostre vite è la celebrata culla delle più antiche civiltà. È lo spazio in cui il nostro incontro è destinato a rinnovarsi. È questo un mare che gli ebrei hanno solcato nei millenni a più riprese e talvolta contro il loro desiderio. Non il mare di racconti epici e leggendari, ma vera storia trasmessa di generazione in generazione. L’essere stranieri, immigranti, erranti è parte del nostro vissuto. Profondo, determinato e rispettoso – ha sottolineato Di Segni – è il senso della nostra testimonianza”.
“Quello odierno – ha poi aggiunto – è un incontro, un viaggio, commovente e condiviso con voi tutti. Per rendere questo mare mosso da vitalità e intensità dei comuni valori. Per poter divenire uno spazio di vita pace e lavoro, dobbiamo decidere la vera meta. Dobbiamo condividere le responsabilità ed il peso, partecipare e non solo guardare l’orizzonte.
Ecco dunque, a nome degli ebrei italiani, le parole chiare che lontani dai miti e dalle frasi fatte vogliamo lanciare sul Mediterraneo, oggi che l’Europa si interroga sulla sua identità nel suo 60esimo anniversario”.
Ha proseguito Di Segni: “Ci sentiamo come non mai impegnati a incoraggiare e a difendere una politica dell’accoglienza, dell’integrazione e della protezione. Una mano tesa verso coloro che questo Mediterraneo lo vivono come ultima spiaggia. Desiderosi in realtà di restare ancorati ai loro lidi. Oggi ancor più di appena ieri mentre altri mari ed oceani diventano ancor più tormentati, altri confini eretti, lo diciamo qui, assieme a voi tutti e contemporaneamente”.
La Presidente dell’Unione ha poi rivolto profondo ringraziamento “a tutti coloro che senza esitazione e senza stanchezza si adoperano per il salvataggio, il recupero, l’accoglienza, che donano ogni giorno alle migliaia di immigrati un abbraccio e un viso umano”. E quindi “forze dell’ordine, agli abitanti di questa isola, agli operatori religiosi e sociali”.
Per poi osservare: “Ogni incontro, sul Mediterraneo, sarà un incontro autentico se tutti, Comuni italiani, Unione europea, Comunità religiose e noi semplici cittadini, saremo impegnati verso un’attenta politica dei flussi e dell’integrazione che ci faccia sentire tutti partecipi e tutti responsabili”.
La Presidente Di Segni ha poi esteso il concetto ebraico di Kol Israel Arevim ze lazeà (siamo tutti gli uni responsabili degli altri) “a tutti coloro che attraversano e vivono di questo mare per garantirci reciproca sicurezza e lo sviluppo che nasce da un moto continuo: un profondo grazie Lampedusa”.

(Nell’immagine la Presidente UCEI Noemi Di Segni e la Presidente della Comunità ebraica romana Ruth Dureghello insieme alla Sindaca di Lampedusa Giusi Nicolini)

(2 febbraio 2017)

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