“La divulgazione è un terreno sul quale si gioca una partita importantissima, e risponde a un’esigenza sincera proveniente dalla società non ebraica. E per fortuna ci sono alcuni ebrei che la prendono sul serio e decidono, a loro modo, di mettersi in gioco”.
Gadi Luzzatto Voghera presenta così, nella sua prefazione, l’importante lavoro che Giulia Mafai ha voluto dedicare agli ebrei romani, mettendoci molto del suo vissuto personale: Ebrei sul Tevere. Storia, storie e storielle (ed. Gangheri) Un percorso di conoscenza storica e antropologica che ha affascinato il pubblico che ha partecipato alla presentazione dell’opera presso la sala mostre e convegni della casa editrice in via Giulia.
Con l’autrice, celebre scenografa e costumista di cui sono note le collaborazioni con alcuni dei più grandi registi del Novecento, l’assessore alla Cultura della Comunità ebraica romana Giorgia Calò, che ha aperto l’incontro con un saluto, e i giornalisti Carlo Alberto Bucci, Stefano Caviglia e Fabio Isman, il critico Marco Bussagli e lo storico dell’arte Paolo Coen, moderati dal direttore del dipartimento Beni e Attività Culturali della Comunità Claudio Procaccia.
Ha spiegato l’autrice: “Si dice che Dio creò l’uomo perché gli piaceva ascoltare delle storie, dei racconti, e agli ebrei piace molto raccontare. Tutto in fondo nasce circa cinquemila anni fa dalla più grande e meravigliosa raccolta di storie: la Bibbia. Le disgrazie sono tante, la vita difficile, il tempo lento a passare ma bisogna andare avanti, stare insieme, parlare, discutere, litigare, convivere, tenersi compagnia”.
(5 maggio 2017)