“Gliel’ho dato. Mi ha detto che mi farà sapere il suo pensiero. Attendo fiducioso”.
Ride, all’altro capo del telefono, Fulvio Canetti. Cardiologo, si dedica da tempo anche alla scrittura. Il suo ultimo libro, Amare Israele, pubblicato dalla casa editrice Altromondo, è un duro atto d’accusa nei confronti di quella parte di mondo cristiano che fatica a riconoscere la realtà dello Stato ebraico. E che, a detta dell’autore, non ha ancora superato un pregiudizio radicato nei secoli.
Il destinatario cui allude è don Francesco Patton, custode di Terra Santa, che appena poche settimane fa ha chiuso il Santo Sepolcro per protesta nei confronti del governo di Gerusalemme “colpevole” di esigere una tassazione per istituzioni di proprietà della Chiesa che hanno anche finalità commerciali. Una decisione condita con un inaccettabile parallelismo tra i provvedimenti in materia fiscale delle autorità israeliane e le leggi che “furono promulgate contro gli ebrei in Europa nei periodi bui” (parole testuali di Patton e di altri leader cristiani, estensori a febbraio di una nota congiunta).
Canetti, che è esponente della Comunità Italkim, gli italiani residenti in Israele, e che in passato ha anche esercitato l’attività di circoncisore, non ci sta. Ed è andato a dirglielo di persona nel corso di un recente confronto tenutosi a Gerusalemme sull’enciclica papale Laudato si’. All’esponente francescano ha anche donato una copia della sua ultima fatica, che partendo dallo studio di testi canonici e della tradizione cristiana mette in luce vari elementi controversi che hanno permesso che la tesi del deicidio di Cristo diventasse materiale incandescente e motivo di tanto sangue versato.
“Le parole vanno ponderate, perché le ripercussioni possono essere gravi. Chi ha responsabilità di un certo tipo dovrebbe saperlo” dice Canetti a proposito degli ultimi fatti. E nel libro ricorda, in modo accurato, a quali conseguenze abbia portato l’odio nell’Europa che – nel solco di quella tesi – rinchiudeva gli ebrei nei Ghetti, li sottoponeva all’Inquisizione, li massacrava nei Pogrom. Dal corpo di leggi antiebraiche promulgato dall’imperatore romano Costantino alle moderne Leggi Razziste: una lunga catena di rancore, e di parole dette e non dette. Come Israele. Quella moderna, lo Stato degli ebrei. Ancora un tabù, afferma Canetti, per una Chiesa gravemente in ritardo sul piano della consapevolezza.