Informazione International Edition
Minerbi, il ricordo di un protagonista

Schermata 2019-05-07 alle 14.12.19L’Italia in Israele, i suoi protagonisti, i luoghi che ne hanno fatto la storia sono al centro dell’ultima uscita di Pagine Ebraiche International Edition.
È scomparso a Gerusalemme lo scorso fine settimana Sergio Minerbi, diplomatico, analista, voce unica nel raccontare capitoli fondamentali della storia dei due paesi e dell’Europa negli ultimi cento anni. Nato a Ferrara nel 1929, Minerbi emigrò in Israele a 18 anni, e dopo la laurea del neonato Stato ebraico divenne diplomatico, servendo in varie sedi, tra cui come ambasciatore alla Comunità europea a Bruxelles. Numerosissimi i libri e saggi da lui pubblicati, tra cui quelli dedicati ai rapporti tra Israele e Vaticano, di cui era un massimo esperto.
Rinnovato, in continua trasformazione, ma sempre un punto di riferimento, compie sessant’anni invece il Beit Italia, istituto fondato nel 1957.
All’epoca Silvana Castelnuovo, immigrata dall’Italia che viveva a Yafo si impegnò per creare un luogo per far fare attività ai bambini nelle ore dopo la scuola mentre i genitori lavoravano fino a tardi, come racconta Daniela Fubini, in un testo tradotto in inglese da Arianna Mercuriali, studentessa della Scuola traduttori e interpreti di Trieste che sta svolgendo il proprio tirocinio presso la redazione giornalistica dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. “Allora si trattava di una piccola casa araba con un po’ di terra intorno, che con l’aiuto della Adei-Wizo e del Comune di Tel Aviv fu comperata ed adibita appunto a dopo scuola. Da allora ad oggi, la casetta originale è sparita, e sono stati costruiti prima l’edificio principale a fine anni ‘60 e poi la cosiddetta Ala Giulia, e la costruzione che in origine era il pollaio è passata ad essere nientemeno che una galleria d’arte per giovani artisti”. Proprio nella galleria si è inaugurata negli scorsi giorni una mostra dedicata alla storia del Beit Italia, alla presenza dell’Ambasciatore Gianluigi Benedetti.

Ancora, con la primavera si riapre in Italia la stagione dei festival culturali: sull’edizione internazionale si racconta il Festival del Libro Piccolo di Genova, un format dedicato ai libri brevi, non di narrativa, che offrono una chiave fondamentale per capire il presente.

È il francese la lingua settimanale di Bechol Lashon, con un testo dello storico Alberto Cavaglion dedicato a un romanzo della scrittrice George Eliot, Daniel Deronda. In pilpul invece lo storico sociale delle idee David Bidussa commenta quanto si senta la mancanza della voce di Amos Oz, nei giorni in cui lo scrittore israeliano avrebbe compiuto ottant’anni.

Infine in Italics, la ripresa di un articolo della CNN dedicata al grande campione e Giusto tra le Nazioni Gino Bartali: al ciclista verrà dedicata una scuola allo Ben Shemen Youth Village in Israele. A 24 ragazzi tra i 14 e i 17 anni verrà data la possibilità di allenarsi nelle varie discipline della bicicletta. L’istituto aprirà ufficialmente i battenti nel settembre 2019.

rt

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