Prende avvio oggi un ciclo sul tema dell’Etica Medica, organizzato dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane in collaborazione con l’Associazione Medica Ebraica. Una decina di incontri durante i quali si toccheranno alcuni tra i temi di maggior attualità della bioetica ebraica quali i diritti del malato, trapianti di organi, dna mitocondriale e attestazione di ebraicità, ma anche questioni dalle sfumature più filosofiche come il valore della vita e il rispetto dell’Halakah.
È proprio sull’importanza data dall’ebraismo al valore della vita che il dottor Giorgio Mortara, vicepresidente UCEI, pone l’accento nella sue parole di introduzione al corso (ideato da Fabio Gaj e dal rav Roberto Della Rocca, con il supporto dello staff coinvolto nella produzione e nella messa in rete degli incontri). “Scegli la vita” afferma Mortara nel riprendere il versetto del Deutereonomio (30/19) quale imperativo della Torah.”Questo ciclo di incontri non è rivolto soltanto a medici e operatori sanitari”, sottolinea Gaj. “Vogliamo raggiungere un pubblico più ampio perché gli argomenti affrontati sono tematiche di interesse sociale”. Conferma il rav Della Rocca: “Gli incontri hanno come filo conduttore l’interrogativo che ciascuno di noi si pone su quale sia il senso della vita: ci sono vari livelli di approccio, dal più semplice, quello dell’uomo della strada che si basa su problemi quotidiani di esistenza, a quello nichilista secondo il quale la vita non ha senso, oppure quello dell’esistenzialista per il quale non esisterebbe un senso a priori della vita, ma è ciascuno di noi che crea i propri valori”.
Ciascuna lezione sarà messa in onda nella pagina social UCEI il martedì sera alle 21.15 e replicata il mercoledì alle 18, per poi essere pubblicata anche su Vimeo e come podcast.
Nel programma del ciclo di incontri interverranno nell’ordine rav Alfonso Arbib (Diritti del malato); rav Benedetto Carucci (Malattia e pericolo di vita di Shabbat, come comportarsi); Gavriel Levi (La Torah come conflitto etico); rav Gianfranco Di Segni (Trapianti di organi); rav Riccardo Shmuel Di Segni (DNA mitocondriale e attestazione di ebraicità); rav Alberto Somekh (Problemi sulla fine vita: informare il paziente e i parenti, trattamento dei malati terminali, eutanasia); rav Ariel Di Porto (Vita quotidiana dopo la fine dell’emergenza covid-19); rav Roberto Della Rocca (La vita è sempre un valore assoluto?); rav Riccardo Shmuel Di Segni (Digiuno e Halakhah).
Il ciclo di incontri proseguirà dopo i moadim con una nuova serie di appuntamenti su maternità surrogata, status dell’embrione, interruzione di gravidanza, sesso e genetica.
(28 luglio 2020)