Alla fine dei giochi, rimane da auspicare che il fragore delle parole ceda il passo alla realtà dei fatti, che le schermaglie personali si traducano in azioni coordinate collettive, e che, abbandonate le trincee, ci si possa concentrare sugli obiettivi comuni, se si vuole davvero salvare il salvabile. Non è facile crederci, e i perché li conosciamo, ma non si può abdicare alla fiducia. Si rimanda all’Apologo di Menenio Agrippa.
Dario Calimani
(9 novembre 2021)