L’appello è partito da Libération. La petizione lanciata su change.org dal quotidiano francese è stato fatta propria da alcune esponenti dell’OIVD, l’Osservatorio Interreligioso sulle Violenze contro le Donne. Un appello che oggi riceve il sostegno dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane: “L’Ucei accoglie con favore l’attenzione posta da parte di un gruppo di consigliere dell’OIVD sugli stupri e violenze perpetrate nei confronti delle donne israeliane lo scorso 7 ottobre e sulla desolante negazione di quanto avvenuto da parte di importanti associazioni umanitarie. Ci attendevamo un segnale di questa importante associazione già all’indomani dell’attacco terroristico che non ha pari nella storia di Israele e ancora una volta le aspettative di coerenza e verità sono rimaste disattese nonostante decenni di impegno sul tema della memoria e del contributo delle minoranze religiose alla crescita sociale del Paese. Il lavoro da fare è ancora molto ed è bene che vi sia chi, anche all’interno di queste realtà associativa, decide di rendere noto il proprio pensiero”.
Di seguito un passaggio della petizione: “Su iniziativa dell’associazione Paroles de femmes, lanciamo un appello alle femministe e ai sostenitori della nostra causa affinché sia riconosciuto il femminicidio nei massacri di donne perpetrati il 7 ottobre in Israele. […] Molti civili sono morti, ma le donne non sono state uccise nello stesso modo degli altri. Le violenze commesse contro queste donne corrispondono in tutto e per tutto alla definizione di femminicidio, ossia l’omicidio di donne o ragazze a causa del loro sesso. Le donne sono state fatte sfilare nude […], sono state violentate fino a rompere il loro bacino”
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(Foto: Giovanni Montenero)