Gerusalemme – Primo tra gli uomini è arrivato il 33enne Melkamu Jember. Mentre a imporsi tra le donne è stata la 35enne Noah Berkman. Entrambi israeliani ed entrambi tra i favoriti della vigilia. Però forse mai come quest’anno “hanno vinto tutti”, ha scandito lo speaker complimentandosi con gli oltre 40mila podisti presenti alla tredicesima edizione della maratona di Gerusalemme. Un’edizione dal grande impatto emotivo, caratterizzata dal ricordo del pogrom del 7 ottobre e dall’angoscia per la sorte degli ostaggi. Tanti oggi hanno corso con le loro foto sulla maglia, alcuni ne avevano anche tre o quattro. Ancor prima che la gara avesse inizio toccante è stata l’esibizione sul palco di Artifex, all’anagrafe Yarin Ilovich, il dj scampato al massacro del Supernova festival e che ha riproposto stamane il repertorio eseguito cinque mesi fa per il popolo del rave.
Al via anche numerosi soldati, regolari e riservisti. L’edizione è stata loro dedicata dal sindaco Moshe Lion, che ha corso lui stesso la cinque chilometri. “Sono orgoglioso di aver battuto il record di partecipanti alla maratona. E sono ancora più orgoglioso che ciò sia avvenuto come forma di tributo e solidarietà all’esercito, alle forze di sicurezza e di soccorso”, ha dichiarato il primo cittadino. Lion si è poi confrontato con alcuni giornalisti della stampa internazionale, rispondendo anche alle domande di Pagine Ebraiche. “Oggi più che mai”, ha affermato, “era importante esserci: esprimere la nostra solidarietà e al tempo stesso la nostra volontà di vita”. Dei 40mila della maratona, la quasi totalità erano israeliani. Ma tra loro c’erano oltre un migliaio di persone giunte dall’estero, anche da molto lontano. “È un segnale importante e che ho molto apprezzato. Gerusalemme è una città speciale, una casa per tutti. Vogliamo continuare a batterci per questo, sviluppando anche nuovi progetti legati allo sport”.
a.s.