Balagan Café, buona la prima. C’era tanta gente giovedì sera nel giardino della sinagoga di Firenze per l’inizio della nuova stagione di incontri del festival curato da Enrico Fink e Laura Forti e dedicato al tema “Forte come la morte è l’amore”, scelto come ideale ponte verso la Giornata Europea della Cultura Ebraica di settembre. Amore come responsabilità, ma anche come forma di memoria e dialogo volto alla coesione civile: queste alcune delle declinazioni proposte nel primo di tanti appuntamenti che seguiranno nel corso dell’estate tra musica e parole, cibo e divagazioni “balaganiche” su temi d’attualità.
Il Balagan Café torna a pieno regime, con la novità del Balacast, dopo un’edizione 2025 in forma ridotta. Un investimento sulla «cultura dell’incontro» sul quale si sono soffermati in apertura di serata i due direttori artistici, con Fink che ha anche dato il benvenuto ai presenti in qualità di presidente della Comunità ebraica. Il rabbino capo della città Gadi Piperno ha poi svolto una riflessione sulla forza e sui limiti dell’amore, analizzando una discussione dei Maestri su quale sia il versetto più importante del testo biblico. Ha quindi portato i saluti dell’amministrazione comunale la sindaca Sara Funaro. Insieme a lei c’era l’assessore alla Cultura del Comune, Giovanni Bettarini.
A seguire storici Marcello Flores e Giovanni Gozzini hanno dialogato con Forti sull’edizione del Mein Kampf, da loro curata per Garzanti, dando vita a un confronto sul significato della memoria e sulla necessità di comprendere le radici dell’odio per contrastarlo in modo consapevole nel presente e nel futuro. Per Gozzini, la lettura critica del Mein Kampf aiuta ad esempio a capire come gli ebrei siano «gli strumenti retorici perfetti» nella loro funzione di «capro espiatorio che serve a risolvere la complessità», una funzione adattabile nei più disparati contesti. Quale fu il segreto del “successo” del testo hitleriano? Per Flores, è «la ripetitività di frasi semplici e banali, con una capacità di suggestione capace di innescare una propaganda con una forza che diventa verità: è un meccanismo che rivediamo oggi, in forma diversa, nei social». Alle riflessioni degli storici è seguito il momento musicale, con Stefano Saletti, Gabriele Coen e la Banda Ikona che hanno presentato il loro concerto Mediterranima sul Mediterraneo come area di «contaminazione e convivenza» tra varie culture.
a.s.