Pisa

Ricordata firma leggi razziste a San Rossore

Ricordata firma leggi razziste a San Rossore

Nella tenuta di San Rossore a Pisa si è svolta venerdì mattina la commemorazione delle leggi razziste che colpirono gli ebrei italiani sotto il fascismo. I provvedimenti furono qui firmati dal re Vittorio Emanuele III, il 5 settembre del 1938. «Si parte togliendo i diritti, poi si toglie la dignità. E infine si toglie la vita», ha affermato Andrea Gottfried, il presidente della Comunità ebraica di Pisa, intervenendo alla cerimonia. «È un tema sul quale ho ritenuto importante mettere l’accento perché tutto questo è ancora attuale», osserva. Con lui a San Rossore c’erano anche il sindaco di Pisa, Michele Conti, il presidente del parco, Lorenzo Bani, il presidente della provincia, Massimiliano Angori, e il presidente dell’Anpi locale, Bruno Possenti. Parlando con Pagine Ebraiche, Gottfried loda in particolare l’impegno del primo nel far sentire questo appuntamento con la memoria un patrimonio «della città». L’iniziativa è stata anticipata di 24 ore per via dello Shabbat. Sempre venerdì mattina le istituzioni fatto tappa in alcuni luoghi della vita e memoria ebraica pisana: la sinagoga di via Palestro, l’abitazione dell’allora parnas Giuseppe Pardo Roques, luogo di un drammatico eccidio nazifascista nell’agosto del 1944, il cimitero ebraico. Alla carneficina in casa Roques in cui persero la vita ebrei e non ebrei ha fatto tra gli altri riferimento il sindaco, lanciando l’allarme sull’impennata dei casi di antisemitismo nell’Italia di oggi documentati dalla Fondazione Cdec di Milano, mentre Possenti dell’Anpi ha sottolineato la sostanziale differenza tra ricordo e memoria, implicando quest’ultima un’azione di costante “allenamento”. Durante la cerimonia è stata ricordata la figura di Vera Vigevani Jarach, testimone dei crimini del fascismo e poi della dittatura militare argentina. Alla donna nata a Milano nel 1928 a e morta a Buenos Aires nell’ottobre del 2025 il Comune di Pisa ha manifestato l’intenzione di dedicare uno spazio nella toponomastica. Bani ha poi consegnato ai presenti una copia fotostatica manoscritta delle leggi antisemite del ’38, acquisita a Roma.

a.s.

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