MILANO

Una kippah contro l’antisemitismo: «Non ci nasconderemo»

Una kippah contro l’antisemitismo: «Non ci nasconderemo»

Una kippah in testa nel cuore di Milano come segno di solidarietà al rabbino aggredito lo scorso 16 settembre in città e per denunciare l’antisemitismo. Alcune centinaia di persone, ebrei e non ebrei, hanno partecipato martedì pomeriggio in piazza San Carlo al presidio “Milano indossa la kippah – Tutti insieme senza paura”. Molti dei presenti hanno scelto di indossare il copricapo ebraico distribuito dagli organizzatori.

Rav Arbib: «Chi è democratico dovrebbe essere preoccupato»
Il rabbino capo di Milano, Alfonso Arbib, ha richiamato l’attenzione sul significato attribuito oggi alla violenza antiebraica. In tempi normali, ha osservato, l’aggressione sarebbe stata considerata «un atto di teppismo da quattro soldi». Il problema è la copertura politica e culturale offerta a simili gesti: «Siamo riusciti a dare un alibi ideologico al peggio del peggio, e questo dovrebbe preoccupare molto». Da qui il suo monito: «Stiamo attenti a non trasformare ciò che è spregevole in nobile». Rav Arbib ha replicato a chi tende a minimizzare l’allarme sull’antisemitismo: «Non ho mai esagerato. In questo momento sono estremamente preoccupato e vorrei che lo fosse chiunque si considera un democratico».

Meghnagi: «Non si può vivere sotto scorta»
«Siamo stanchi di non poter andare in giro normalmente come gli altri cittadini milanesi. Stanchi di doverci nascondere», ha affermato il presidente della Comunità ebraica della città, Walker Meghnagi. La partecipazione al presidio, ha aggiunto, dimostra che «la maggioranza silenziosa della popolazione è contro questi fatti e difende gli ebrei non in quanto ebrei, ma in quanto cittadini». Meghnagi ha ricordato le misure di sicurezza a tutela degli ebrei: «Abbiamo le scuole vigilate, i luoghi di culto vigilati, io purtroppo da un po’ di tempo ho la scorta, che all’inizio avevo rifiutato. Ma è possibile vivere così?».
Il presidente della Comunità si è poi rivolto al capo dello Stato Sergio Mattarella, definito «un grande presidente della Repubblica», chiedendogli di «prendere posizione». Al Partito democratico ha invece rivolto un appello in vista dell’esame alla Camera del disegno di legge contro l’antisemitismo: «Non lo chiedo ai Cinque Stelle e non lo chiedo ad Alleanza Verdi-Sinistra, ma lo chiedo al Pd: con orgoglio e con forza votate il disegno di legge».
Al presidio si sono alternate numerose voci religiose, civili e politiche di schieramenti diversi. Tra i presenti Pietro Bussolati e Diana De Marchi del Pd, Riccardo De Corato di Fratelli d’Italia, Giuseppe Lardieri di Forza Italia, Daniele Nahum di Azione, Samuele Piscina della Lega,  Mariangela Padalino di Noi Moderati. Con loro anche l’ex sindaco Gabriele Albertini, l’ex ministro Carlo Giovanardi e rappresentanti della diaspora iraniana, dell’associazionismo e del mondo cristiano.

d.r.

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