CISGIORDANIA

Herzog: «La violenza degli estremisti è una macchia morale»

Herzog: «La violenza degli estremisti è una macchia morale»

«Una macchia morale, un attacco allo Stato di diritto e ai nostri valori più fondamentali come popolo e come Stato». Il presidente israeliano Isaac Herzog ha condannato con queste parole le nuove violenze compiute nella notte da gruppi di estremisti israeliani in Cisgiordania. Oltre cento persone hanno fatto irruzione nel villaggio palestinese di Jalud, nell’area di Nablus, incendiando abitazioni, automobili e altre proprietà e scontrandosi con le forze di sicurezza. Tre agenti della Polizia di frontiera sono rimasti feriti in modo lieve. L’attacco è avvenuto mentre le Idf stavano cercando di riportare nella propria abitazione una famiglia palestinese costretta ad abbandonarla a luglio dopo ripetute violenze e intimidazioni. A settembre l’Alta Corte israeliana aveva ordinato alle autorità di garantirne il rientro. L’operazione era stata organizzata nella notte, ma appelli a impedirla erano circolati nei gruppi WhatsApp degli ambienti estremisti. Più di cento persone hanno così raggiunto Jalud, bloccando le strade, incendiando pneumatici e lanciando pietre contro le forze israeliane. A causa delle violenze, ha comunicato l’esercito, il rientro della famiglia non è stato completato.
Mohammed Tubasi, proprietario dell’abitazione, ha raccontato ai media locali come la famiglia sia stata messa in salvo dai militari israeliani, mentre la sua auto e la casa sono state incendiate. Tre israeliani sono stati arrestati, tra cui due minorenni di 15 e 17 anni. In uno dei veicoli sequestrati dagli investigatori sono stati trovati passamontagna e una mazza.
«Proprio durante Sukkot, una festa in cui la tradizione dell’insediamento nella Terra d’Israele occupa un posto importante, arrivano dei rivoltosi e danneggiano la festa, gli insediamenti e l’intero popolo», ha affermato Herzog, chiedendo di far rispettare la legge. «Questa violenza è profondamente contraria ai valori dell’ebraismo».
L’attacco è stato condannato anche dal primo ministro Benjamin Netanyahu, secondo cui «il piccolo gruppo di rivoltosi non rappresenta la comunità degli insediamenti in Giudea e Samaria rispettosa della legge. Le arreca un grave danno e interferisce con le nostre forze mentre svolgono la loro missione». Netanyahu ha espresso sostegno ai soldati delle Idf e agli agenti della polizia di frontiera impegnati «a contrastare il terrorismo e proteggere la sicurezza» e ha chiesto alle autorità di perseguire i responsabili.
Le Idf hanno a loro volta denunciato episodi che «distolgono l’attenzione, minano la stabilità e ostacolano le attività di difesa e antiterrorismo». Nella stessa notte sono state segnalate altre violenze: ad al-Mughayyir una molotov è stata lanciata contro un’abitazione mentre una famiglia dormiva all’interno e alcune auto sono state incendiate. A Qaryut, secondo media palestinesi, un’anziana è rimasta ferita durante un’altra incursione.

I nostri siti