Calcio

Rooney racconta in una serie le sue origini ebraiche

Rooney racconta in una serie le sue origini ebraiche

Qualche anno fa alcune riviste patinate pubblicarono la foto di David Beckham con la kippah in testa, al funerale del nonno ebreo con il quale da piccolo condivideva le principali feste. Il suo compagno di nazionale Wayne Rooney, ritiratosi nel 2021, non ha ricordi di sufganiot e matzot assaporate in gioventù come il Posh Spice. Ma per tutta la vita si è chiesto: «Perché non siamo ebrei?» e a un certo punto ha capito che quella domanda non era tanto campata per aria.
Lo rivela nella serie The Real Rooneys, in onda su Disney +. L’ex attaccante del Manchester United e secondo miglior marcatore di sempre dell’Inghilterra parla della sua ascendenza ebraica dal lato materno appena scoperta e di come un produttore gli abbia fatto notare che, secondo l’Halakhah, la Legge ebraica, lui è ebreo che pratichi o meno. La storia è stata riportata dal Jewish Chronicle e da vari altri media, anche israeliani.
Tutto nasce quando Rooney annuncia alla madre Jeanette di voler visitare Auschwitz-Birkenau. È in quella circostanza che Jeanette gli parla di sua nonna, che portava il cognome Greenburg ed era fuggita per tempo dalla Polonia alla volta di Liverpool. Una vicenda di cui l’ex calciatore pare fosse all’oscuro e sulla quale, nella serie, riflette insieme alla moglie Coleen e ai figli Kit e Cass. «Non si direbbe mai che degli esseri umani possano fare una cosa del genere ad altri esseri umani», afferma Rooney, aggiungendo come la gente a volte dimentichi «cosa è successo prima del nostro tempo e cosa hanno fatto le persone affinché noi potessimo godere dei privilegi che abbiamo oggi».
Rooney è stato cresciuto come cattolico. In una intervista del 2004 al Sun, ha raccontato che se non si fosse imposto nel mondo del calcio avrebbe forse virato verso la carriera ecclesiastica.

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