Israele: un modello sociosanitario di riferimento mondiale

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Numeri ed efficacia di un sistema illustrati a Milano il 10 Luglio 2013

“Il sistema sanitario dello Stato d’Israele è un vero e proprio benchmark, punto di riferimento per tutti i paesi aderenti all’Organizzazione Mondiale della Sanità”; l’ha affermato lo scorso aprile Margaret Chan, direttore generale dell’OMS. In Israele, dove la politica generale è quella di diminuire i ricoveri ospedalieri e di aumentare l’efficienza degli ambulatori,  le cure mediche sono estese per legge a tutti dall’infanzia alla vecchiaia e le spese per la salute (8,2% del bilancio dello stato) sono comparabili a quelle degli altri stati più sviluppati.
La popolazione può contare su ospedali, ambulatori e centri per la medicina preventiva e la riabilitazione, si contano infatti:  29 ospedali per complessivi 14200 letti, 21 ospedali psichiatrici per complessivi 3150 letti e 272 ospedali per malati cronici per complessivi 18200 letti.
Ma a questo  alto livello del suo sistema sociosanitario Israele non è approdato adesso, già nel 2008 aveva offerto la sua collaborazione al Laboratorio “Etica, Clinica ed Economia” organizzato dalla Regione Lombardia per centocinquanta alti dirigenti della sanità. Oggi come allora fu proficua anche l’azione dell’Associazione Monte Sinai (presidente Enrico Mairov)  per analizzare struttura, progettualità e risultati dei due modelli di organizzazione: quello lombardo e quello israeliano. Si è quindi arrivati al punto di fare convergere idee ed esperienze;  ci ha pensato  l’AME (Associazione Medica Ebraica) coinvolgendo varie  istituzioni in un incontro internazionale tendente alla realizzazione di un Sistema Sociosanitario Globale. L’evento, che ha messo in evidenza la collaborazione tra la sanità della Santa Sede, dello Stato d’Israele e della Regione Lombardia, è avvenuto a Milano la sera di mercoledì 10 luglio nell’ampia sala della Casa di riposo Arzaga della Comunità Ebraica.

Il dibattito, moderato dal presidente dell’AME Milano Luciano Bassani, dal vicepresidente dell’Ordine dei Medici di Milano Giuseppe Bonfiglio e dal vicepresidente dell’Associazione Monte Sinai Renato Gandini, ha interessato un vero parterre de roi: gli assessori alla Sanità di Lombardia e Veneto Mario Mantovani e Luca Coletto, il presidente dell’Ordine dei Medici di Milano Roberto Carlo Rossi; poi Fiorenzo Corti (segretario Fed. Italiana Medici Medicina Generale Lombardia), Alberto Zoli, direttore dell’AREU (Regione Lombardia), Giorgio Scivoletto (direttore generale ASL Milano 1) ed Enrico Mairov, presidente dell’Associazione Monte Sinai, che ha anche condotto un collegamento in videoconferenza con Jacopo Chen, responsabile della Sanità militare israeliana. L’ambasciatore israeliano presso la Santa Sede Zion Evrony ha fatto pervenire il proprio saluto e l’augurio per un proficuo svolgimento dei lavori.

Enrico Mairov ha altresì illustrato l’organizzazione generale del sistema sanitario israeliano e in particolare la rete delle emergenze, vero e proprio modello di riferimento a livello internazionale. In Israele, paese con circa 8 milioni di abitanti, esistono 4 aziende sanitarie statali (Clalit, Maccabi, Meuhedet e Leumit, tutte rigorosamente non-profit). Tra i numerosi  presenti in sala il vice presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Roberto Jarach, l’assessore ai Servizi sociali della Comunità Claudio Gabbai e il prof Arsenio Veicsteinas, esperto in Medicina dello sport presso il Ministero della Sanità.
Lo stato d’Israele parteciperà all’Expo 2015 e in tale occasione presenterà al pubblico internazionale il proprio  sistema sociosanitario
Testo e foto di Gianmaria Italia

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